Godie Ros Rosso
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2021
Tipologia: VdT Rosso
Vitigni: franconia
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: LUCA FEDELE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro
C’è qualcosa di rivoluzionario nei vini di Luca Fedele, in modo estremamente chiaro mandano un segnale al mondo: si possono fare vini eccellenti, nel rispetto dell’ambiente, a prezzi assolutamente umani. A mio avviso è anche una indicazione che nel mondo del vino ci sono parecchie cose che andrebbero riviste. È ovvio che a Montalcino, a Bolgheri o a Monforte acquistare un ettaro di vigna ha un prezzo talmente elevato che in molti casi costringe a ipotecare pure la casa. I costi per produrre un Brunello o un Barolo sono immensamente maggiori di quelli di tante piccole realtà vitivinicole del nostro Paese, quindi è impensabile che quei vini possano costare poco, le uscite sarebbero maggiori delle entrate.
Ma il prezzo di un terreno, di un vigneto, di una cantina, coincide sempre con la qualità effettiva del prodotto che ne nascerà? Non sempre, questo è certo.
Quando assaggi un vino come il Godie Ros, un franconia in purezza, che nasce in quel di Corno di Rosazzo, non proprio un posto sconosciuto, quando sai che non ha fatto legno, che tutto ciò che trovi nel bicchiere parte dal vigneto e dalla cura che il suo proprietario gli dedica ogni anno, quando ti accorgi solo a fine pasto che hai praticamente finito la bottiglia, perché hai goduto come un riccio, non sei neanche lontanamente ubriaco, anzi sei in grazia di Dio, felice e leggero, quali conclusioni devi trarre? Che qualcosa non quadra, perché il Godie Ros non avrà la maestosità di un Taurasi o la complessità di un Barolo di Serralunga, ma è in grado di accompagnare un pasto in maniera strepitosa, adattandosi bene a pietanze molto differenti, di farti gioire e rendere simpatico qualsiasi commensale, di tirare fuori il meglio di te stesso rendendoti più aperto e positivo, tutto questo spendendo una decina di euro…
La parte del vino che fa male è l’alcool, quando hai a che fare con 15 gradi devi farci i conti, magari il vino è buonissimo, ma quanto ne puoi bere? Poco, se ci tieni alla salute. Qui siamo a 12,5, un valore che sarebbe piaciuto anche a Gino Veronelli, del resto allora c’era un altro clima e, semmai, il problema era che in molte zone le uve non maturavano abbastanza, quindi pochi zuccheri, poco alcool.
In sintesi, con questa gradazione e una solforosa certamente bassa, il vino va giù a meraviglia, ma nel frattempo ti regala profumi di rose e viole, ciliegine macerate, amarene, un gusto fresco che rende il frutto croccante, un’esperienza leggera, fluida, senza ostacoli, è un vino altamente digeribile; i voli pindarici sulle caratteristiche del vino vanno bene quando stai alla scuola enologica, ma oggi, durante questa straziante pandemia, questo rosso friulano riesce a liberare la mente, a rasserenare, a dare puro piacere, non dovrebbe essere questo lo scopo di un buon vino? Il resto rimanga fuori della porta!