Ghemme 2010

Ghemme 2010 Ca' NovaDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2018


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CA’ NOVA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Fu assai freddo l’inverno del 2010 in Piemonte, a partire da poco prima di Natale fino a metà febbraio le temperature furono decisamente al di sotto della media, il freddo si è protratto senza pause, raggiungendo il picco massimo tra il 21 e il 25 di gennaio, provocando in più occasioni nebbia e la formazione della galaverna, dalla pianura a buona parte delle zone collinari. Poi, nella terza decade di febbraio arrivò il phoen, intenso, che spostò la lancetta dai -14° C di minima del primo febbraio ai 15° C di massima nell’ultima settimana, ma le minime rimasero ancora prossime allo zero. Non è mancata la neve e neanche la pioggia. Un inverno così non poteva che provocare un ritardo del germogliamento della vite e di tutte le successive fasi fenologiche, non solo, ma le numerose piogge successive hanno favorito un forte sviluppo vegetativo, con la conseguente necessità di effettuare numerosi interventi di potatura verde.
Di contro, il mese di luglio fu particolarmente caldo, soprattutto nelle prime due settimane, con punte oltre il 35° C, pioggia quasi del tutto assente. Seguì un agosto fortemente instabile e altalenante fra scrosci di pioggia violenti e giornate calde ma ventilate.
Nel Novarese però, e in particolare nell’area di Ghemme, certi estremi non sono stati raggiunti, in ogni caso si è trattato di un’annata che chi ha saputo gestire ha portato in cantina uve in ottime condizioni.
Il Ghemme di Ca’ Nova è un eccellente esempio del lavoro preciso e attento che è stato fatto, del resto il suolo composto di argilla, sabbia e pietre di origine vulcanica, è un buon aiuto per affrontare stagioni non facilissime. Il vino ha subito una fermentazione in vasche d’acciaio termoregolate, con una macerazione di circa 20 giorni. La malolattica e l’invecchiamento si sono svolti in botti di rovere francese da 23 e 50 Hl per due anni, cui hanno fatto seguito altri due anni di affinamento in bottiglia.
Nel calice ha colore granato che digrada verso il mattonato all’unghia; mette subito in mostra un bouquet di rara eleganza, con note di viola, amarena, ciliegia nera, tabacco verde, cenni balsamici, legno di liquirizia e quei riverberi ferrosi che sembrano caratterizzare i vini rossi di quest’azienda. A tratti affiora una piacevolissima nota di scorza d’arancia rossa.
Al palato rivela senza esitazioni la differenza di annata, rispetto alla 2011 del San Quirico. Qui la trama alcolica è più contenuta, i toni sono più freschi, il tannino pulsante ma finissimo, materia elegante e misurata, un sorso succoso e stimolante grazie all’acidità e a un corpo non potente ma giocato tutto su quelle sensazioni che rendono grande il territorio di Ghemme, con una chiusura minerale bellissima e prolungata.

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