Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla Terre Magre 2023

Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla Terre Magre 2023 Piera 1899Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2024


TipologiaDOC Bianco
Vitigni: ribolla gialla
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PIERA 1899
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 16 euro


Dopo aver raccontato la storia della cantina Piera 1899, mediante l’articolo dedicato alla Ribolla Gialla Millesimato Brut Onedis 2022, è tempo di illustrare una versione ben più nota del vitigno friulano; alludo ad un classico vino fermo vinificato in bianco. Piera Martellozzo, anima e cuore dell’azienda di San Quirino (PN), è particolarmente legata alla suddetta cultivar e attraverso il Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla Terre Magre, cerca di esprimere tutto il potenziale delle sue vigne facenti parte di un territorio indubbiamente vocato. La viticoltura è da sempre tra le attività più importanti in Friuli e la valorizzazione dei vitigni autoctoni è ciò che a mio avviso, soprattutto in futuro, potrà fare la differenza.
Tra le cultivar più antiche della regione, la ribolla gialla era già nota nel medioevo e coltivata fin dall’epoca romana. Oggi la sua zona d’elezione è la fascia collinare friulana a ridosso delle Dolomiti, al confine con la Slovenia. Da molti definita il vero “gioiello” del Collio goriziano, la ribolla è partita da molto lontano per terminare il suo viaggio tra i Colli Orientali del Friuli, dove ha trovato una tra le sue massime espressioni. Sintesi perfetta tra: versatilità, complessità, fascino, piacevolezza e in alcuni casi anche – e soprattutto – longevità. La sua culla d’elezione alberga tra le cosiddette poche relative a tre bacini: Friuli, Istria e Slovenia, un tempo sotto il livello del mare. Un terreno estremamente complesso, costituito da arenarie e marne. La loro funzione è quella di trattenere l’acqua nei periodi piovosi e rilasciarla gradualmente in caso di disidratazione. Talvolta è possibile addirittura percepire le sfumature date dalla ponca direttamente sull’uva. A questo punto è fin troppo facile immaginare quanto i vini possano restituire tali peculiarità, talvolta riconoscibili a “occhio nudo”.
Veniamo dunque al vino protagonista di questo articolo. L’annata 2023 in Friuli ha visto un netto calo di produzione a causa di frequenti piogge nel periodo primaverile, ed estivo, e una grandinata avvenuta a fine luglio che ha colpito per fortuna la vite soltanto in fase di invaiatura. Nonostante tutto la qualità al contrario è decisamente buona. La vendemmia viene effettuata a mano e le uve, una volta pigiate, vengono sottoposte a pressatura soffice e la fermentazione viene eseguita con lieviti selezionati a temperatura controllata per un periodo di circa 15-20 giorni. Il vino rimane sulle proprie fecce per almeno sei mesi al fine di ottenere una maggiore complessità aromatica; non viene filtrato.
Versato all’interno di un ampio calice, mostra la classica tinta paglierino vivace con lievi sfumature verde-oro. Dapprima ricolmo di suggestioni floreali, rosa bianca in primis – ma anche acacia e genziana – sviluppa ben presto un quadro aromatico dove il frutto maturo rincorre la classica nota prettamente minerale. Nell’ordine: pesca nettarina, mela golden e pera Kaiser, scorza di mandarino e pietrisco, financo calcare.
Al palato, ciò che apprezzo maggiormente della Ribolla Gialla Terre Magre 2023 è la freschezza ben allineata alla rotondità intrinseca del vino; un tipo di acidità mai esasperata nonostante la giovane età. Il sorso è lungo, appagante, la sapidità conquista ben presto la scena senza in alcun modo appesantire la beva. Ad un passo dalla quinta chiocciola. Tagliatelle friulane alla granceola, un piatto che ben si accosta a mio avviso.

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