Franciacorta Decennale 1996

Degustatore: Franco Ziliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2006


Tipologia: DOCG bianco spumante
Vitigni: chardonnay 59%, pinot bianco 21%, pinot nero 20%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: CA’ DEL BOSCO – Azienda Agricola Ca’ del Bosco
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Costoso, ma spettacolare: Franciacorta Decennale 1996 Ca’ del Bosco. Partiamo subito dal prezzo, orientativo, di vendita, quello che troverete sullo scaffale delle enoteche e che pagherete se vorrete portarvi a casa una delle, non tantissime, bottiglie, di questa “cuvée de prestige” franciacortina. 65 euro, euro più, euro meno, ovvero circa 130 mila delle vecchie care lirette… Una bella sommetta, non c’è che dire, eppure per questo calibrato mix di Chardonnay 59%, Pinot bianco 21% e venti per cento di Pinot nero, uve vendemmiate dal 2 al 4 settembre 1996, e che una volta trasformate in mosto dopo la fermentazione alcolica e quella malolattica, hanno conosciuto un affinamento in piccole botti di rovere per sette mesi, occorre dire che si tratta di un bel gruzzoletto speso bene. E non solo per la qualità, intrinseca, e facilmente riconoscibile, basta assaggiare, (anzi bere, come io ho fatto), del prodotto, che ha trascorso ben otto anni e due mesi sui lieviti prima della sboccatura (con uno sciroppo di dosaggio “composto unicamente da vini bianchi maturati in barrique e da minime quantità di zucchero”), non solo perché il produttore del vino è la Ca’ del Bosco, una garanzia in materia di Franciacorta, e non un pinco qualsiasi. Ma soprattutto perché questo Franciacorta, a mio modesto in assoluto uno dei metodo classico italiani che abbia mai provato, se inserito in una degustazione, ovviamente alla cieca, di “méthode champenoise”, italiani, e made in Champagne, “rischierebbe” di fare un figurone, e di figurare, senza esitazioni, tra i migliori vini del lotto. So benissimo che è ozioso, ed inutile, visto che si tratta di zone, terreni, microclimi, vigneti e quindi prodotti, diversi tra loro, paragonare un Franciacorta, zona che non ha nemmeno 50 anni di storia, ad un grand vin…avec bulles proveniente dalla secolare, celeberrima, mitica (ed ineguagliabile) Champagne, ma questo Decennale 1996 alla prova del bicchiere mi è apparso degno di un signor Champagne. E non parlo di quelli, andanti e via, di grandi Maison che hanno il pregio di proporti un prodotto standard di grande piacevolezza e facilità di beva, che può essere accettato e apprezzato da qualsivoglia mercato e consumatore, ma di svariate cuvée de prestige, di millesimati, di selezioni particolari. Vini che ci fanno impazzire, di piacere, certo, bottiglie che una volta stappate si fanno strabere sino all’ultima goccia, ma ci creano qualche problemino, di budget, quando pensiamo alle decine di euro che dobbiamo versare per aggiudicarcene una buta… Sessantacinque euro costituiscono un signor prezzo, ma quanti grandi Champagne, quelli veramente grandi, che esprimono uno stile, un marchio, una griffe ed un terroir d’eccezione, ed un grande savoir faire, possiamo acquistare spendendo una cifra uguale o inferiore? Non è piuttosto più facile, e non parlo di Krug, o di altri vini per happy few, ma di normali Maison e di cuvée speciali, dover spendere più di 65 euro per uno Champagne che sia al livello di questo Franciacorta haut de gamme? Il vino, come dice il suo artefice, Maurizio Zanella, nato perché “la cuvée ottenuta per il Franciacorta millesimato 1996 mi sembrò si potesse prestare ad un ulteriore periodo di affinamento sui lieviti” e che presenta “un profilo diverso rispetto ai nostri altri Franciacorta”, è davvero un vino speciale. Anzi, per me è nettamente superiore, o meglio, a me piace molto di più, della cuvée Annamaria Clementi Zanella, considerata il top dei Franciacorta di Ca’ del Bosco, al quale questo Decennale è nettamente superiore per piacevolezza e bevibilità. Certo, il 20% di Pinot nero si fa sentire, eccome, e la maturazione in legno ed il lunghissimo affinamento hanno una certa importanza nel conferire al vino una grande struttura, una notevole vinosità, una larghezza d’espressione. Aspetti che consentono al Franciacorta Decennale l’accostamento ad una gamma di abbinamenti gastronomici vastissima, anche se caviale (verificato), crostacei e preparazioni, anche le più impegnative, a base di pesce, costituiscono l’ideale mariage. Un grande vino, questo Decennale, di grande carattere e personalità, a partire dal colore paglierino carico dorato, intenso, brillante, molto luminoso, per passare al corredo aromatico, scandito da un naso fitto, complesso, dove dominano, accanto all’ananas e agli agrumi, alla limoncella, al ribes, le note di frutta secca (nocciola e mandorla), una cremosità che evoca un clima da pasticceria. Pur in una cornice di freschezza, fragranza, vivacità, che non fa pensare di trovarsi di fronte ad un millesimato con 10 anni d’età. Vino importante, il Decennale, come rivela il gusto ricchissimo, asciutto, diretto, maschio, senza concessioni e senza compromessi, eppure ampio, cremoso, di assoluta persistenza e lunghezza, strutturato, vinosissimo, ma sapido e vivace, all’insegna di una piacevolezza, di un equilibrio, di una vitalità (e, posso dirlo? di una ulteriore possibilità di evoluzione in bottiglia) stupefacenti, da vero fuoriclasse. Quando avrete apprezzato queste caratteristiche, e dopo aver letteralmente vuotato, (la prova svuotamento bottiglia è la prova del nove del gradimento di un vino), la vostra bottiglia, penserete ancora che questo Franciacorta Decennale 1996 è eccessivamente (o ingiustamente) caro? Fatemi sapere… bubwine@hotmail.com

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