Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 2002

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2009


Tipologia: DOCG bianco spumante
Vitigni: chardonnay 55%, pinot bianco 25%, pinot nero 20%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: CA’ DEL BOSCO – Azienda Agricola Ca’ del Bosco
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Ciao, come va? Fa caldo, lo so, dobbiamo resistere ancora per un paio di settimane e poi speriamo che finisca questa tortura. Cosa? Sono arrivati altri vini? Ad agosto? E di chi sono? Ca’ del Bosco? Strano. Non ci hanno segnalato nulla, nessuna mail, nessuna telefonata. E che c’è nella scatola? Due bottiglie di Annamaria Clementi e due Merlot? Ma tu guarda, che scelta strana, chissà perché proprio queste e non altre. Certo, se c’è un’azienda franciacortina della quale vale sempre la pena assaggiare i vini è sicuramente questa, in un’area dove si tocca raramente l’eccellenza, ma che le notevoli capacità di marketing hanno portato saldamente alla ribalta, Maurizio Zanella rimane un punto di riferimento, consolidato, assoluto, probabilmente ineguagliabile. La sua Cuvée Annamaria Clementi raggiunge livelli di eleganza che hanno ben pochi confronti sul nostro territorio, fra l’altro mi sembra che negli ultimi anni abbia trovato una misura e un equilibrio addirittura superiori al passato. L’annata 2002 è semplicemente perfetta, sin dal colore dorato con sfumature verdi e una spuma abbondante e duratura che, nel progressivo diradarsi, lascia migrare profumi incantevoli, quasi sensuali, freschi e variegati, tra il vegetale, il fruttato e il minerale. Gli elementi che compongono il bouquet sembrano giocare a rimpiattino, intervallandosi, fondendosi e poi separandosi, così emergono crosta di pane, mughetto, bergamotto, lime, mapo, pistacchi, mandorle, cedro, ghiaia, gesso. Al palato ha una dinamica espressiva dall’impatto deciso ma finissimo, suggestivo, complesso e molto corrispondente alle sensazioni percepite al naso, con il frutto che diventa succo, agrume puro, pompelmo e cedro in primis, ma fuso a note più dolci di pesca e susina matura, il fondo sapido testimonia una base eccellente, frutto di una selezione attenta delle uve provenienti da ben 16 vigne, proprio per avere a disposizione una gamma espressiva differenziata. Da provare con ravioli di bufala e vongole, calamari ripieni, dentice guarnito con patate rosolate ed erbette di campo.

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