Fiano di Avellino Sarracino 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2021
Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: fiano
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: AMINEA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Dopo l’aglianico rosato Madre Terra passiamo al Fiano di Avellino, il cui nome evoca la famosa canzone ‘O Sarracino del 1958 composta da Renato Carosone su testo di Nicola Salerno (noto con lo pseudonimo Nisa); Saraceno era il nome con cui si usava indicare i musulmani provenienti dall’Oriente, il brano infatti inizialmente raccontava di uno sbarco di un affascinante uomo orientale di colore desiderato da tutte le donne. In seguito Carosone e Salerno preferirono identificarlo con un napoletano villano, abbronzato, con collana d’oro, classico sciupafemmine che passeggiava sul lungomare di Napoli.
In realtà ciò che vi ho raccontato non ha nulla a che fare con le ragioni del nome dato al vino, che sono molto più semplici, è ripreso dal nome di una vecchia contrada che un tempo era immersa nel bosco.
Certamente questo Fiano un certo fascino lo ha, merito del terreno argilloso-calcareo di Lapio e della permanenza sulle fecce fini per sei mesi? Sicuramente contribuisce, ma sappiamo bene che il processo che genera ogni vino è molto complesso ed è frutto di un lungo lavoro, anno dopo anno, non basta usare un metodo, una formula, bisogna comprendere bene con cosa si ha a che fare e basta davvero poco per rovinare tutto. Quindi se il Sarracino seduce e conquista i sensi è merito indiscutibile dei suoi autori, ovvero Imma e Antonia.
Personalmente il 2019, prima annata in commercio, l’ho trovato una bellissima espressione delle qualità di questo storico vitigno, caratterizzata da una viva freschezza e da profumi che viaggiano tra richiami vegetali di ginestra, biancospino, bosso e fruttati di cedro, ananas essiccato, mapo, con rimandi verso la maracuja e chiusura decisamente minerale.
L’assaggio conferma le sensazioni percepite, c’è una vivacità e un’energia che avvolgono la polpa, restituendo una sensazione i cui effetti sono molto simili a quelli dati dalla menta. Un vino in sicura progressione, è doveroso per chi lo acquisterà (fra l’altro 12,50 euro in azienda è onestissimo) metterne in cantina qualche bottiglia e dimenticarsela per almeno cinque anni.