Falerno del Massico Rampaniuci 2011

Falerno del Massico Rampaniuci 2011 - Viticoltori MigliozziDegustatoreFosca Tortorelli
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2017


TipologiaDOC Rosso
Vitigniaglianico 85%, piedirosso 15%, primitivo 5%
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: VITICOLTORI MIGLIOZZI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Vino Bio:


“Era de maggio e te cadéano ‘nzino, a schiocche a schiocche, li ccerase rosse…Fresca era ll’aria…e tutto lu ciardino addurava de rose a ciento passe… “

Questi versi mi fanno tornare alla mente il profondo amore che Giovanni Migliozzi, proprietario e vigneron dell’Azienda Agricola Migliozzi nutre per la terra, per i suoi frutti, per la sua vigna.
Ci ritroviamo con lui in una soleggiata domenica di maggio, siamo a Casale di Carinola, lungo la via Appia, ai piedi del monte Massico, in pieno dell’Ager Falernus . Facciamo una veloce sosta in cantina per prendere l’indispensabile, ossia due belle bottiglie di Rampaniuci 2011 e i calici, e subito ci inerpichiamo nelle terre coltivate della famiglia Migliozzi, custodite dai frutteti.
Poco a poco si scorge la collina di Rampaniuci, dove si trova il vigneto che ha dato nome al vino di Giovanni, la sua prima etichetta; una volta raggiunta la sommità, la vista di cui si gode lascia senza fiato, complice anche la giornata primaverile e tersa, che permette una visuale ampia e precisa di tutta la valle, fino a intravedere le sagome delle isole di Ischia e Procida. Poco più in basso rispetto alla sommità della collina e protetti dai caldi raggi solari, si scorgono dei comodi tavolini da pic nic in legno, un’oasi di pace senza eguali, dove Giovanni ci fa accomodare e ci inizia a raccontare la sua storia, i tanti sacrifici fatti da lui e dalla sua famiglia e quelli ancora da fare. Ma dalle sue parole e dal suo sguardo emerge la gioia e l’amore dei tanti sforzi sostenuti. Un vigneron vero, che conosce a menadito la sua terra, con i suoi pregi e i suoi difetti, una persona che il vino lo fa con il cuore e con tutto se stesso, proprio come un genitore che cresce un figlio, prendendosene cura e cercando di capirne le esigenze più profonde e vere.
Senza nemmeno accorgersene la prima bottiglia di Rampaniuci è giunta al termine, ma la voglia di sorseggiarne ancora ci spinge ad aprire anche la seconda, inebriati dai racconti e dall’elegante profondità di questo falerno.
Il sole è ormai più tiepido per cui ci lasciamo guidare da Giovanni tra i filari, cercando di osservare con occhio attento le viti, seguendo le indicazioni e osservando le diverse varietà presenti, che spaziano dall’Aglianico al Piedirosso, al Primitivo.
Poi discendiamo la collina e arriviamo al frutteto, dove i tanti alberi di ciliegi sono carichi di frutti succosi, quasi a voler richiamare i profumi e la carnosità appena sorseggiata. Ci divertiamo a raccoglierne con giocosa allegria e poco dopo ritorniamo con il nostro bottino al tavolo da picnic e continuiamo le nostre chiacchiere. Finiamo anche la seconda bottiglia di Rampaniuci, che nonostante non sia perfettamente a temperatura si lascia bere con piacevolezza. Riprendiamo la via del ritorno, un’ulteriore sosta in cantina, dove Giovanni con orgoglio paterno, ci fa assaporare l’ultimo nato, che aspetta con pazienza il suo momento di uscita. Il tempo è volato, lasciando il ricordo di una giornata unica, vera e piena di emozioni sincere.

Ma veniamo alle note descrittive del nostro Falerno:
Il Rampaniuci 2011 di Giovanni Migliozzi affascina già alla vista con il suo colore rosso rubino carico di grande luminosità. Il bouquet si disvela con olfazioni successive, regalando come prime sensazioni odorose delle piacevoli note di frutta rossa, che vanno dalla mora alla fragola, alla ciliegia scura nella varietà durone. Successivamente arrivano le note floreali, di viola, poco dopo fa capolino una leggera vena speziata, accompagnata da piacevoli accenni di sottobosco.
Il sorso è scorrevole e profondo, e fa riemergere la pienezza e la carnosità del frutto anche in retrolfazione. Questo falerno è senza dubbio un vino di spessore, ma non pesante, caratterizzato dalla giusta morbidezza, a cui si contrappone un tannino presente ed elegante e seppur dotato di un tenore alcolico non trascurabile, si lascia apprezzare anche solo in compagnia di una amichevole chiacchierata.
Un vino che esprime con fermezza la sua personalità, che ci racconta di quelle che sono le meraviglie che caratterizzano il fascino e la storia del Falerno.

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