Cuvée Secrète 2017

Cuvée Secrète 2017 Arnaldo CapraiDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2019


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: variabili secondo l’annata
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: ARNALDO CAPRAI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Marco Caprai ha il grande merito di non essersi mai seduto nonostante i suoi successi, non ha mai smesso di fare ricerca e sperimentazione, non si è accontentato di avere rivoluzionato l’immagine del Sagrantino. Proprio grazie alla sua voglia inarrestabile di sperimentare, negli anni ha dato sempre maggiore spazio ai vini bianchi, inizialmente secondari rispetto al vino simbolo aziendale. Approfondendo le varietà a bacca bianca tipiche della regione, a fianco di chardonnay e sauvignon, è riuscito a realizzare una linea di bianchi decisamente interessanti e la Cuvée Secrète, nata nel 2012, vuole essere l’esempio fulgido di tanta ricerca.
Come il nome in etichetta esige, la cuvée è davvero segreta, anche perché le uve utilizzate possono variare secondo le diverse annate. Questo significa che non dovete farvi illusioni, il Cuvée Secrète non sarà mai uguale a se stesso, pur mantenendo uno stile esecutivo piuttosto consolidato.
La densità d’impianto che varia da 6000 a 9000 piante per ettaro, le rese basse, tra i 50 e i 60 quintali, l’affinamento in barrique per 6 mesi, sono aspetti che evidenziano l’intento di fare un bianco di rango elevato, capace di invecchiare per anni.
Da parte mia il forte apprezzamento per la scelta del tappo Stelvin su un vino che in enoteca costa attorno ai 30 euro, in barba all’opinione che ancora aleggia in parte degli enoassetati, che pensano svilisca il vino e non sia adatto all’invecchiamento. Una sciocchezza, abbiamo un’infinità di esempi di vini bianchi e rossi con tappo Stelvin utilizzati sia da noi che all’estero, nessuno fino ad ora è rimasto deluso, a partire dai produttori, tanto che anche se a fatica, stanno aumentando coloro che hanno scelto di adottarlo.
Ma veniamo al vino, non mi azzardo a ipotizzare le uve utilizzate, anche se la presenza del grechetto e dello chardonnay mi sembrano percepibili, ma questo non ha alcuna importanza. Il colore è un paglierino intenso con riverberi dorati; inizialmente il bouquet manifesta la traccia del piccolo legno, ma basta poca aerazione perché sposti l’accento su un piacevolissimo manto floreale e un frutto in parte maturo, in parte fresco. Piacevoli note di gelsomino, ginestra, pesca gialla, susina, cedro maturo, poi anice, vaniglia, pepe bianco.
L’assaggio rivela un corpo già in buon equilibrio, una buona vena acida e un tocco di legno che merita ulteriore assorbimento; l’insieme ha notevole eleganza e una sapidità spiccata, oltre a una persistenza davvero lunga e complessa. Un vino tutto in crescita, buono ora ma sicuramente eccellente fra qualche anno.

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