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Costa di Sera dei Tabacchei The Rocker

The Rocker Rinaldi RiccardoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione:
02/2024


Tipologia: Vino Bianco Frizzante
Vitigni: erbaluce
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: RINALDI ALFONSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 18 a 20 euro


Spero che Riccardo non ci rimarrà male se non ho modificato il nome dell’azienda da “Rinaldi Alfonso” a “Rinaldi Riccardo” ma, a parte l’antica amicizia con il papà, sarei costretto a cambiare il link all’azienda, con tutti i problemi del caso nell’indicizzazioni dei motori di ricerca. Pertanto lo dico qui, ormai il nome corretto è “Rinaldi Riccardo”, del resto Alfonso accusa la stanchezza degli anni, si sta progressivamente ritirando a godersi nel modo migliore possibile la sua vecchiaia, mentre Riccardo è da qualche anno che si spacca la schiena al suo posto in quei due ettari di Costa di Sera dei Tabacchei in quel di Suno (NO).
Ed è proprio merito suo se, per la prima volta, quell’erbaluce che per ragioni assurde non può scrivere in etichetta, ha un nuovo compagno, non sappiamo se definitivo o occasionale: The Rocker. Come ormai tutti sapete Alfonso è un patito di Rock (con sconfinamento nell’Hard e nell’Heavy Metal), a tal punto che la sua casa è un vero e proprio museo di foto, libri, oggetti di tutti i grandi del passato, ed è sua tradizione indossare sempre t-shirt con stampate immagini e simboli di grandi gruppi come Led Zeppelin, Gun’s and Roses, Iron Maiden, Metallica ecc.

The Rocker

Riccardo ha voluto, quindi, dedicare a sua padre questo vino “col fondo”, un rifermentato in bottiglia che rappresentasse proprio quella spumeggiante energia che ha sempre caratterizzato Alfonso. Le uve sono sempre quelle dell’erbaluce, del resto in vigna da sempre non c’è una sola vite di altra origine. Poche centinaia di bottiglie, purtroppo; lo ribadisco, purtroppo! Perché il vino è davvero buonissimo, ha conservato le caratteristiche del vitigno, con quei toni piacevolissimi di agrumi gialli e verdi, di fieno fresco, erbe aromatiche, ma arricchendola al gusto con sensazioni quasi cremose, che “acquietano” quella irresistibile freschezza, qui ulteriormente sostenuta dalla leggera carbonica.
Un bianco che ti trascina sorso dopo sorso, non c’è da farci sopra ragionamenti o da cercare a tutti i costi chissà quali sentori, sono cose secondarie, il suo vero “problema” è il godimento nel berlo! Fra l’altro, onde evitare possibili timori, il vino è perfetto, senza sbavature o sensazioni poco fini, una prima prova con i fiocchi, riuscita bene, che merita il plauso a Riccardo e all’idea di volerla realizzare. Il nostro Mario Crosta lo avrebbe apprezzato tantissimo, ne sono certo.

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