Conero Sassi Neri Riserva 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2022
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: montepulciano
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: FATTORIA LE TERRAZZE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 20 a 25 euro
Dopo aver illustrato ben otto etichette di vini bianchi prodotti all’interno dell’area vitivinicola compresa tra i Castelli di Jesi (AN) e Matelica (MC), è tempo di occuparci anche di qualche rosso e ce ne sono di buonissimi nelle Marche, credetemi. Fattoria Le Terrazze è una della prime Cantine che ho conosciuto ormai tanti fa, e la costanza qualitativa mostrata negli anni ha fatto sì che il tempo pare essersi fermato.
La famiglia Terni si occupa di viticoltura, e soprattutto di montepulciano, da fine Ottocento; il noto vitigno a bacca nera è protagonista indiscusso di gran parte dell’Italia centrale, in particolare Abruzzo, Marche e Umbria. Ai giorni nostri, l’Azienda, capitanata da Antonio e Georgina sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, produce circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per sedici ettari. Ci troviamo nella area a sud della DOC Rosso Conero, esattamente in località Svarchi di Numana (AN); colline caratterizzate da morbide pendici situate a pochi passi dal mare e composte da un terreno prevalentemente calcareo e sabbioso. La Fattoria sorge in cima ad una collina da cui è quasi impossibile non sentire l’odore del mare tanto è vicino (meno di due chilometri) in un edificio del ‘700 accanto al quale c’è il magazzino nel cui seminterrato è ospitata la cantina di invecchiamento, mentre la cantina di vinificazione è stata costruita nel 1982.
Il Conero Riserva 2017, ne vengono prodotte 12 mila bottiglie, nasce da uve 100% montepulciano allevate a cordone speronato con densità pari a 5000 ceppi per ettaro. La vinificazione avviene in acciaio e l’affinamento in barriques per una durata di 18 mesi. Mostra una trama cromatica particolarmente profonda, impenetrabile, rubino caldo con unghia porpora, indubbiamente l’estratto è notevole.
Al naso squaderna dolci ricordi di frutta matura tra cui spiccano amarena, prugna e mirtillo nero, fresche folate balsamiche di mentolo ed eucalipto su uno sfondo speziato, e in parte “tostato”, lo stesso deriva da un legno ancora non perfettamente inglobato alla materia, ed è piuttosto normale il vino è ancora in fasce a mio avviso. Con lenta ossigenazione geranio, macchia mediterranea tra cui lentisco e alloro, e un finale che sa di tabacco e liquirizia.
In bocca l’annata calda si sente ed il tannino, che in parte contraddistingue l’essenza del vitigno, appare dolce e già piuttosto coeso pur conservando un certo spessore. La rotondità va di pari passo con la freschezza, la stessa non latita e convince, così come la sapidità mai in secondo piano. Un vino in divenire che si piazza già ben oltre la quarta chiocciola. Perfetto su un capretto in umido con cipolla bionda, mantecato a fine cottura con zafferano e uova.