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Collio Ribolla Gialla Trebes 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: DOC bianco
Vitigni: ribolla gialla
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ATTEMS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 20 a 25 euro


Non che fino ad ora possa sostenere di aver scherzato, la gamma di Attems riguardo i vitigni internazionali ha dimostrato un livello di qualità ragguardevole con punte di estrema originalità, ma è giunto il momento di entrare nel vivo della degustazione, e 90 volte su 100 ciò accade attraverso i vitigni autoctoni che a mio avviso hanno tanto da raccontare. Uno tra questi, in Friuli, è senza ombra di dubbio la ribolla gialla, cultivar estremamente versatile, viene anche spumantizzata in charmat o metodo classico, e si presta a svariate tecniche di vinificazione che vanno dalla più semplice in solo acciaio – la mia preferita – legno, e con macerazione sulle bucce.
Attems, Cantina di Capriva del Friuli (GO) in mano alla Famiglia Frescobaldi da oltre vent’anni, riserva al Trebes 2020 le migliori uve allevate in vigneti terrazzati del comprensorio di Lucinico, nel Collio Goriziano. Sabbie e limo originatesi dalla disgregazione delle rocce arenarie, localmente chiamate “Ponca”, costituiscono il plus valore di questo vino, le stesse si formarono in epoca eocenica sul pre-esistente fondale marino. Le piante, allevate a cordone speronato, hanno in media vent’anni e crescono baciate dal sole e costantemente ventilate dalle brezze che soffiano dall’Adriatico e dalla cerchia delle Prealpi Giulie. La vendemmia manuale, riguardo l’annata 2020, è stata svolta il 15 settembre e la resa pari a 65 q./ha. Classica vinificazione per alzata di cappello, dopo 2 giorni a temperature di 15°C la debole fermentazione spinge naturalmente le bucce nella parte alta del serbatoio. Il mosto viene quindi separato e fatto fermentare in botti di acacia da 20 Hl; il vino affina 9 mesi sulle fecce nobili, a basse temperature, evitando la fermentazione malolattica.
Dopo averlo versato mostra una tonalità ammaliante, quasi sempre la ribolla gialla gode di tale virtù, paglierino carico con riflessi oro antico, disegna lacrime che faticano a precipitare sui bordi del calice. Il respiro è piuttosto spinto tuttavia privo di “sfacciataggine”, la tostatura e la spezia in questa prima fase di vita sono protagoniste, accompagnate da un dolce ricordo di miele di tarassaco, nespola matura, sambuco e nocciola al forno.
In bocca prevale la rotondità, attraversata continuamente da lampi acidi che detergono il palato in un crescendo di sapidità commisurata alla struttura del vino, e in totale assenza di alcol percepito; nonostante tutto ciò è un sorso ancora piuttosto nervoso, un paio d’anni di cantina non potranno che giovare all’insieme.
Quattro chiocciole abbondanti a un passo dalla quinta, sono sicuro che la conquisterà tra qualche annetto, la materia prima è di assoluto livello. Curry di pollo con riso basmati in abbinamento.

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