Colli Euganei Chardonnay 2011

Degustatore: Andrea Fasolo Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2013


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: FLAVIO TONIOLO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Per quanti anni in Veneto (ma forse in tutt’Italia), lo Chardonnay è stato un perfetto sconosciuto? Eppure si produceva! Sì, si piantava Pinot, un pinot “giallo”, che poi qualcuno ha cominciato a metà Novecento a chiamare timidamente Pinot Chardonnay, ma è significativo che nel suo “I vitigni stranieri da vino coltivati in Italia”, il Mondini non lo citi mai. In effetti qualcosa di vagamente giusto c’è, in quanto uno dei genitori di questo vitigno, originario di Chardonnay, paese dell’Haut-Mâconnais, è proprio il Pinot nero. L’interpretazione dell’Azienda Toniolo è molto gustosa, bevibile nel senso più alto del termine: gradazione alcolica adeguata, piacevolezza nel sorso: una bottiglia che non resiste molto, aperta! Il colore è un giallo brillante, scarico. I profumi rievocano la complessità floreale e quella di frutta matura, delineando piano la vaniglia, la scorza di agrumi fresca, l’albicocca, un accenno di frutta esotica come l’ananas, e poi sullo sfondo una speziatura delicata, di noce moscata. Al gusto freschezza e sapidità danno gusto al vino, che ha una struttura delicata ed equilibrata, persistente tanto basta da far venire voglia di berne ancora. Mi ritorna in mente l’assaggio da vasca del 2012: l’annata decisamente più calda ha conferito più corpo e alcol al vino, eppure l’eleganza non mancava, anzi: azzardavo l’ipotesi che un passaggio in legno avrebbe “elevato” il bouquet e educato maggiormente il vino alla crescita con l’ossigeno. La vendemmia, manuale, vede l’uva dal vigneto – situato intorno ai 100 metri di altitudine – arrivare in cantina per la pressatura. Dopo l’illimpidimento, viene avviata la fermentazione a temperatura controllata, a cui segue un breve affinamento sulle fecce. Recentemente l’AMIRA, in un concorso che prevedeva la scelta di un vino dai veri territori italiani in abbinamento (e nella composizione) ad una ricetta che vi consiglio, ha scelto proprio questo vino per i Colli Euganei. Si tratta del “Petto d’anitra alla Corte Padovana”, ed in effetti il nome rimanda alla grande tradizione pavana dell’uso sapiente delle carni degli animali da cortile (e il primo che pensa che la vacca sia un animale da cortile lo mando a zappare dai Toniolo!): nella cottura, con dragoncello e un goccio di brandy, ad arricchire il piatto viene usato anche un poco di questo Chardonnay, che sfiora la quarta chiocciola, anche per la sua grande godibilità.

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