Chianti Rufina Lastricato Riserva 1998

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2012


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CASTELLO DEL TREBBIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


La sottozona del Chianti Rùfina è concentrata a nord-est di Firenze, il comune di Rùfina si trova esattamente al centro di essa, circondato dagli altri quattro comuni coinvolti nella denominazione, Pontassieve ad ovest, Dicomano a nord, Londa ad est e Pelago a sud. Un’area indubbiamente vocata, all’interno della quale nascono vini di assoluto interesse, con una struttura mai pesante, giocati sulla finezza dei profumi, su una rassicurante freschezza ma capaci anche di una buona resistenza al tempo. L’azienda Castello del Trebbio, di proprietà da quasi 50 anni della famiglia Baj Macario, è a mio avviso uno dei punti di riferimento, questa riserva del ’98 ne è la chiara prova. E’ bello ritrovare un grande sangiovese nel calice, quattordici anni non sono tantissimi ma certamente delineano il carattere e le potenzialità di un vino. La ’98 poi è un’annata di quelle che passano un po’ inosservate, collocata fra l’osannata ’97 e la notevolissima ’99. Per certi versi siamo abituati a questi andamenti, è successo con l’89 rispetto ad ’88 e ’90 e più di recente con la 2005, compressa fra due annate più pronte e coinvolgenti come 2004 e 2006. Ecco perché è utile avere sempre qualche bottiglia in cantina di queste annate interlocutorie, a dimostrare che certe impressioni non sono necessariamente definitive, ogni annata può avere evoluzioni al di sopra o al di sotto delle attese. Il Lastricato è già una sicurezza, un punto di riferimento, ma verificarne la tenuta poteva dare se non altro la misura dei suoi limiti. Invece, con mia grande gioia, mi trovo di fronte ad un vino integro ed emozionante, dal colore ancora molto vivo, granato con richiami rubini luminosi. Al naso è ricco, si apre in una manciata di secondi, un ventaglio di profumi dove il frutto e la florealità appaiono tutt’altro che spenti, rosa macerata, viola, ciliegia, lampone maturo, estratto di mirto, confettura di visciole, fanno da premessa a più complesse venature speziate, cardamomo, cannella, per poi incedere su richiami al sottobosco, al fogliame umido, alla felce. Note che non hanno nulla di particolarmente spinto, terziario evoluto per intenderci, qui c’è ancora tanta freschezza ed energia. La ritroviamo altrettanto nitida al palato, una freschezza davvero esemplare, precisa e non pungente, ben integrata nella materia elegante, tannino ed alcol sembrano in condizioni ideali per lasciare spazio solo a sensazioni piacevoli. Interessante degustare un Chianti Rùfina proveniente da un periodo in cui il clima era meno squilibrato, violento, incostante, di quello attuale. Non so quante altre occasioni avremo in futuro di bere un’eccellente riserva con soli 13 gradi alcolici e una freschezza ancora così viva, il tempo sta cambiando, si fa vino persino nel Sussex…

RECENTI

  • Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

    Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

    Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

  • Prosecco Extra Dry

    Prosecco Extra Dry

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani