Chianti Classico Doccio a Matteo Riserva 1997

caparsa_doccio97Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 100%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CAPARSA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Fu dichiarata, anzi urlata come annata del secolo, soprattutto in Toscana fu il boom dei vini en primeur, sembrava che il 1997 avrebbe rappresentato l’inizio di un’ascesa inarrestabile che ha visto fioccare premi internazionali e salire le quotazioni dei vini, in particolare i cosiddetti supertuscans, ma anche le altre denominazioni si sono giovate di questo fenomeno commerciale. Così non era strano trovare dei Chianti Classico “Vigna” a 40 euro e più, un prezzo fino a pochi anni prima neanche ipotizzabile. Il vino come fenomeno sempre più richiesto all’estero e sempre meno compagno della nostra tavola, troppo elitario. La crisi odierna e la concorrenza di Paesi che hanno messo in circolazione vini a prezzi estremamente più bassi hanno fermato in modo drastico un processo viziato, che ha fatto dimenticare i valori fondamentali per cui il vino, da sempre, ha accompagnato la vita dell’uomo, fino a snaturarne in molti casi anche la sua essenza, trasformandolo in vino fatto in cantina, iperconcentrato, dai colori impressionanti e un gusto sempre più uniformato, un liquido arricchito e aggiustato in ogni modo con pratiche invasive, per seguire una moda che, come tutte le mode, non dura ma lascia disorientati, spersonalizzati quei vini che l’hanno subita. Difficile immaginare di tornare a quelle esagerazioni, che lì per lì hanno arricchito alcuni, ma oggi hanno portato come conseguenza una ingente quantità di vino invenduto. Certo non è stato così per tutti, ci sono tanti produttori che hanno continuato a lavorare per fare il proprio vino, ma indubbiamente è stato faticoso e le tentazioni di cedere a facili soluzioni le hanno avute in molti. Discorso complesso e dalle numerose sfaccettature, pensieri che affiorano involontariamente ogni volta che mi trovo di fronte a questo millesimo, anche se in questo caso, onestamente, non mi sfiora alcun dubbio, perplessità o disagio. Perché in ogni vino si riconosce una storia, un territorio e lo stile del suo autore, così come si sente perfettamente la diversità delle annate. Qui abbiamo un colore granato netto, ancora di buona compattezza, un bouquet profondo e scuro, che ci ricorda la grafite, il goudron, pur non nascondendo quel frutto che lo caratterizza sempre, più prugna che ciliegia, c’è il cuoio, il tabacco, sfumature di menta, liquirizia, terra, brace. In bocca stupisce per quell’acidità che sembra l’elemento distintivo dei vini di Caparsa, il frutto non arriva mai alla surmaturazione, niente di marmellatoso o cotto, il vino è ancora vivo, nervoso, con un tannino importante, davvero impressionante la sua freschezza, sembra avere davanti ancora molti anni, non sono molti i Chianti Classico che possono vantare simili caratteristiche.

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