Chianti Classico Caparsino Riserva 2006

caparsa_csino06Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 95%, canaiolo e malvasia nera 5%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CAPARSA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


L’annata 2006 è stata caratterizzata da un ritrovato carattere chiantigiano, molti vini piacevoli, meno “pompati” e più vicini a un’idea di vino che si beve bene, digeribile, meno enologico. Certo, non è così per tutti, questo è ovvio, ma complessivamente l’impressione è stata molto positiva, merito anche di un’annata davvero eccellente, che ha dato risultati notevoli anche in Langa (nonostante le strane dichiarazioni di Bruno Giacosa) e in molte altre parti d’Italia. I vini di Paolo Cianferoni, che necessitano di un periodo di maturazione maggiore, finiscono per patire un po’ quando vengono presentati a febbraio in occasione di Chianti Classico Collection, quasi sempre prelevati dalla botte e quindi scomposti, non facili da interpretare. Poter degustare oggi la Riserva 2006 è un’ottima occasione per comprendere meglio le sue potenzialità e caratteristiche. Presenta un colore che colpisce subito, molto più concentrato e scuro dei precedenti, rubino con venature violacee, in parte dovuto all’annata e in parte al fatto che è più giovane. In ogni caso ci tengo a precisare che non siamo su quelle tinte melanzana impenetrabili che adducono sospetti durante le sessioni di degustazione. Il profumo non smentisce la logica sequenza di questi vini, se lo confrontiamo con la Riserva 2004 ritroviamo quella stessa carica espressiva, ma forse ancora più fitta sebbene meno aperta. In pratica si percepisce una ricchezza di frutto che ancora deve mostrarsi completamente, una gamma speziata che in gran parte è in divenire, d’altronde parliamo di una riserva giovane, qui il legno si percepisce ancora, le sfumature scure ci portano sul cioccolato, sul mirtillo e la ciliegia nera, ma sotto si rivela la viola, ancora il ginepro, sfumature di cuoio che lasciano presagire una complessità forse superiore. L’assaggio conferma una materia di primordine, nonostante la sua ricchezza non eccede in nulla, l’acidità gli dà energia, il tannino è perfetto nella sua disposizione delicatamente aggressiva, molto fine e senza alcuna rugosità, il frutto è travolgente, intenso e succoso, tanta ciliegia e prugna, poi cacao e liquirizia, con una persistenza sapida e molto lunga. Una bottiglia da godere ora e molte altre da dimenticare in cantina per una decina d’anni e più. Provato con delle fettuccine di kamut al ragù di lepre ho fatto fatica a non finirlo.

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