Statistiche web

Chianti Classico 2019

Chianti Classico 2019 Castello di MeletoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2022


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CASTELLO DI MELETO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Quant’è importante il “biglietto da visita” nel mondo del vino? A mio avviso tanto, tantissimo, lo sostengo da sempre. Le Cantine serie, quelle degne di nota, offrono una gamma di vini il più omogenea possibile a livello qualitativo, ed il motivo è molto più semplice e pratico di quanto si possa pensare. Prendiamo ad esempio una realtà come Castello di Meleto, solida realtà vitivinicola toscana con sede a Gaiole in Chianti (Si), indubbiamente il numero di bottiglie prodotte annualmente è cospicuo, ergo anche la gamma è piuttosto diversificata. Si va dai prodotti classici ai vari cru, ne ho parlato qui, ma in dubbiamente è proprio l’etichetta “base” ad arrivare a più persone, ergo mi sembra il minimo offrire un prodotto che in sintesi debba tassativamente rappresentare gran parte dell’impegno profuso durante l’anno, attraverso vinificazioni separate in Cantina, studio degli appezzamenti più vocati, attenzione verso le rese, la selezione in vigna…
Il Chianti Classico 2019, frutto di un’annata che si sta rivelando via via sempre più convincente, e non solo a livello di aromi ma soprattutto in termini di profondità gustativa, è un perfetto esempio in grado di avvalorare la mia tesi. Uve 100% sangiovese allevate a cordone speronato, guyot e alberello in Gaiole in Chianti, sottozona Meleto, Poggiarso e Casi. I vigneti sono stati impiantati fra il 1970 e il 2000 e sono composti prevalentemente da scheletro a base di alberese e galestro, tanta argilla, oltre che ferro, zolfo e quarzo. L’altitudine è in media 420 metri, resa per ettaro pari a 60 quintali e densità 3500/5000 ceppi. Dopo la fermentazione alcolica in acciaio ad una temperatura controllata di 22/24 °, per una durata di circa 12/15 giorni, si ha un periodo di macerazione sulle bucce. La conseguente malolattica è svolta in vasche di cemento, successivamente una parte della massa affina per 15 mesi in botti di rovere di Slavonia da 54 hl, ed una altra in cemento.
All’interno del calice ritrovo un rubino vero e proprio a brillare, irradia letteralmente il mio sguardo, mostra un estratto misurato. Il millesimo in questione verrà ricordato a lungo proprio per la carica di profumi che è riuscito a donare ai vini anche, o forse soprattutto, nelle splendide colline del Chianti Classico, affascinanti in ogni stagione dell’anno. L’impatto al naso è piuttosto intenso tuttavia privo di quell’esuberanza che stufa, almeno pe quanto mi riguarda, dopo pochi minuti; frutti rossi maturi richiamano l’amarena, la mora di rovo, un’elegante nota di rossetto e noce moscata su grafite, pepe nero e sbuffi balsamici di mentolo; chiudono il quadro olfattivo liquirizia in caramella e un vago sentore di terriccio bagnato.
Il palato è slanciato, succoso, vitale; tannino piuttosto dolce seppur significativo, convince per doti di grande bevibilità unite ad un corpo commisurato all’insieme, lo stesso convince anche per via di una sapidità che non possa inosservata. Salsiccia toscana alla griglia e un bel piatto di verdure di stagione di contorno, non chiedo altro. Quattro chiocciole, Cantina davvero costante.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio