Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Rincrocca 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2022
Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: verdicchio
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LA STAFFA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Vino BIO: sì
Idee chiare e spirito legato alla salvaguardia del territorio marchigiano, nella fattispecie l’area dei Castelli di Jesi in provincia di Ancona; tutto ciò è quanto La Staffa, da tempo, realizza attraverso un’agricoltura biologica certificata. Ci troviamo immersi tra le dolci colline di Staffolo (AN), area nord delle Marche, dov’è possibile respirare un’aria di grande tradizione vitivinicola e forte identità territoriale. Riccardo Baldi è letteralmente innamorato del verdicchio, uva autoctona a bacca bianca della regione e tra le più importanti del Bel paese; cura personalmente 12 ettari di vigna lasciando nulla al caso.
Il suo è un lavoro di approfondimento continuo e di ritorno alle tradizioni, alla necessità assoluta di far vino in maniera artigianale, termine ahimè troppo spesso frainteso e strumentalizzato, tuttavia per Riccardo tutto ciò significa una cosa sola: essenzialità. Il Verdicchio Rincrocca 2017 nasce da una rigorosa selezione di uve provenienti da una vigna impiantata nel 1972 nei pressi di contrada Castellaretta, area limitrofa al comune di Staffolo.
I terreni da queste parti son caratterizzati da una matrice di tipo argilloso calcareo con forte presenza di carbonato di calcio; uve allevate a guyot a circa 420 metri s.l.m., con una densità d’impianto pari a 2200 ceppi/Ha. La fermentazione avviene in vasche di cemento, il vino sosta 12 mesi sulle proprie fecce più altri 18 in bottiglia prima della vendita; ne vengono prodotte appena 2.000 bottiglie.
Veste paglierino classico vivace, estratto notevole e una materia di tutto rispetto. Il naso mostra vitalità e slancio fra toni di frutta croccante quali mela golden, susina gialla e cedro, e un floreale definito che richiama il sambuco, la mimosa, contornato da rintocchi salmastri e pepe bianco ad impreziosire l’insieme.
In bocca il vino è scorrevole, conquista i recettori del gusto senza saturarli in nessun modo, l’alcol è ben gestito e la sapidità risulta a tutti gli effetti l’arma vincente, la stessa è coadiuvata da un una spalla acida distribuita egregiamente all’interno del quadro gustativo. L’insieme risulta equilibrato, coerente – torna la vena salmastra – perfetto in abbinamento ad un piatto di strozzapreti aglio olio e peperoncino con calamari, olive di Gaeta e mollica di pane abbrustolita.