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CASTELLARI ISOLA DEL GIGLIO

logo Castellari Isola del Giglio
Indirizzo: Via di Campese – 58012 Giglio Campese (GR)
Cell: +39 371 5656175
Sito: www.castellarigiglio.com
Email: agricolacastellari@gmail.com


laVINIum – 10/2022

Continua la carrellata di aziende dell’Isola del Giglio, questa volta parliamo di Simone Ghelli e dell’azienda Castellari di cui è titolare, nata nel 2012 dopo una ricerca durata ben dieci anni! Sì perché trovare delle vigne in condizioni tali da poter essere recuperate, dopo decenni e decenni di totale abbandono era impresa davvero ardua.

Simone Ghelli
Simone Ghelli

Finalmente ad agosto 2012 Simone, Desy e Manfred trovano il terreno giusto, il toponimo è proprio quello da cui prende il nome l’azienda, cui successivamente si affiancheranno Saetta e Vernaccio.
La storia dell’Isola, dal punto di vista vitivinicolo, ha radici lontane che risalgono agli Etruschi, poi ai Romani, ma furono i Medici a spingere i contadini gigliesi a continuare a coltivare ansonica, regalando loro pezzi di terra affinché non andasse perduto questo prezioso bagaglio, ma soprattutto perché a questa nobile famiglia toscana il vino del Giglio piaceva moltissimo!

Vigne azienda Castellari Isola del Giglio

Simone ha voluto da subito impostare il vigneto e la produzione puntando al rispetto assoluto dell’ambiente, con l’intento di ottenere un vino che, pur con le tecnologie e le conoscenze odierne, ricordasse quell’Ansonaco (così è chiamata l’ansonica dai gigliesi) tramandato di generazione in generazione dai contadini locali.
In vigna non si utilizzano prodotti chimici né diserbanti, solo zolfo in quantità decisamente modeste e solo nelle annate più difficili.

Grappolo di Ansonaco
Grappolo di Ansonaco

Il sole non manca mai, il suolo granitico ha certamente costretto nei secoli a rendere l’ansonaco un vitigno perfetto per questo clima, in grado di sopportare anche le situazioni più difficili e i periodi di forte siccità. Il 2022 è stato un anno micidiale, da fine febbraio non ha fatto una goccia di pioggia fino ad agosto inoltrato, eppure le piante avevano le foglie perfettamente sane, sebbene, inevitabilmente iniziassero a soffrire della carenza idrica. Basta però farsi un giro dell’isola per scoprire che nella fitta macchia mediterranea, le viti abbandonate sono in gran parte sopravvissute e stanno molto meglio di altre specie vegetali che pure vivono da sempre al Giglio.

Vigne azienda Castellari Isola del Giglio
Un angolo di paradiso dove poter gustare comodamente seduti un buon calice di vino

L’azienda, al momento, produce un solo vino, il Calzo della Vignia, ottenuto da una macerazione lunghissima, tra i 3 e i 5 mesi secondo le annate. Poi 6 mesi di legno, ma anche qui Simone è sempre working in progress, ogni nuova vendemmia gli permette di acquisire maggiore esperienza e fare opportune modifiche al metodo di vinificazione e maturazione. Un anno minimo di affinamento in bottiglia, anche se gli assaggi stanno dimostrando che il Calzo migliora sensibilmente con il passare degli anni.

foglia di vite azienda Castellari Isola del Giglio
La salute di una foglia di vite

Ci tengo a sottolineare una cosa, chi si tira su le maniche per produrre vino in un’isola come questa non lo fa certo per lucro, non si diventa ricchi con un ettaro di vigna, la fatica è ripagata prima di tutto dalla realizzazione di un sogno, dalla passione che guida ogni scelta, Simone ha già le sue attività in Toscana, eppure qui sta trovando la sua più grande ispirazione e gioia, non importa se deve fare avanti e indietro decine di volte all’anno; grazie a quelli come lui possiamo parlare di rinascita di una viticoltura vera, senza compromessi, vissuta con gioia e con l’orgoglio di fare qualcosa di fortemente utile sia per il territorio isolano che come messaggio per il futuro del vino italiano. Tornare al legame più profondo con la natura è un passo fondamentale se si vuole lasciare ai nostri figli qualcosa di cui andare orgogliosi.

Roberto Giuliani

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Ansonica Calzo della Vignia2018da 34 a 38 euro@@@@@

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