Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Tiscali 2019

Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Tiscali 2019 Fratelli PudduDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: FRATELLI PUDDU
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 13 a 18 euro
Vino BIO:


Settembre è da sempre il mese dei bilanci, dei buoni propositi stilati per il nuovo anno lavorativo e della lista dei vari obbiettivi da raggiungere. Per quanto mi riguarda, enologicamente parlando, uno tra questi riguarda l’occuparmi ancor più seriamente, di quanto fatto fino ad ora, di viticoltura sarda. Per raccogliere il materiale necessario non potevo non sfruttare il mio soggiorno a Cagliari di qualche mese fa, e tra i tanti vini degustati il Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Tiscali 2019 della Cantina Fratelli Puddu è tra coloro che maggiormente mi hanno colpito.
«Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso!» celebre la frase di Gabriele D’Annunzio, grande estimatore dei vini di questo piccolo fazzoletto di terra sarda strappata alla roccia delle montagne, e che si affaccia in uno tra i mari più belli del mondo. Sto parlando di Oliena (NU), piccolo borgo dove la famiglia Puddu dal 1976 alleva uve cannonau con grande rispetto della tradizione ma con un occhio sempre rivolto al futuro, al voler migliorare sempre più, anno dopo anno. Conoscevo già i vini di questa storica Cantina protagonista della cosiddetta sottozona Nepente di Oliena, tra le mie favorite in relazione alla DOC Cannonau di Sardegna, tuttavia devo ammettere che il Tiscali 2019 quest’anno ha totalmente azzerato il mio buon ricordo trasformandolo in qualcosa di memorabile; non sto per nulla esagerando s’intende, un vero “coup de coeur” come dicono i cugini d’Oltralpe.
I vigneti di cannonau di Casa Puddu vengono allevati in conduzione biologica, ci troviamo in località Orbuddai, ai piedi del Monte Corrasi in un contesto ambientale davvero unico. La suddetta montagna dalle pareti calcaree è sicuramente tra le più suggestive dell’intera isola, si innalza fino a 1463 metri da dove domina l’intero Supramonte e i suoi sentieri sono meta ambita per tutti i grandi appassionati di trekking.
Da queste parti è la natura selvaggia a “spaccare” lo sguardo, una lama tagliente che ad oltre 340 metri sul livello del mare, imprime nella memoria del viandante un ricordo di macchia mediterranea, tra olivi e mandorli, e colori che cambiano a seconda della stagione, un luogo incantato dove il tempo pare essersi fermato. Veniamo al vino, 100% cannonau da vigne di 15 anni allevate a cordone speronato in conduzione biologica, terreni da disfacimento granitico. La resa è pari a 50-60 q. per ettaro, vendemmia manuale in cassette, fermentazioni a basse temperature (20°C) e affinamento in acciaio inox, più qualche mese in bottiglia prima della vendita.
Rubino scarico, riflessi granata, bella luminosità e buon estratto. Indubbiamente l’affinamento in solo acciaio giova non poco all’espressività del vino che rivela tutti i tratti significativi della cultivar di riferimento della Sardegna: macchia mediterranea, garofano selvatico, mirto si alternano a sbuffi balsamici e di spezie dolci quali eucalipto e paprika; la chiusura è nettamente a favore di frutti “carnosi” quali lampone e susina nera su uno sfondo di pietra polverizzata e terriccio bagnato.
Il naso è accattivante tuttavia è il palato ad avermi letteralmente sbalordito; il merito va attribuito alla Famiglia Puddu ma anche ad un’annata indubbiamente generosa a 360°. Adoro la capacità di questo vino di affiancare alla classica profondità gustativa, unita al timbro marcatamente mediterraneo, una ariosità e freschezza di stampo prettamente nordico, da grande pinot noir o nebbiolo per intenderci, e il tutto in un crescendo di sapidità davvero impressionante. Un vino che conquista abilmente la quinta chiocciola e tutta la mia stima, chapeau! Da provare su un piatto di malloreddus con abbondante sugo di salsiccia e spolverata di pecorino rigorosamente sardi.

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