Statistiche web

Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Classico Carros 2019

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2023


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: FRATELLI PUDDU
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 17 a 22 euro
Vino BIO:


La curiosità è tanta, non lo nascondo. Dopo aver attribuito cinque chiocciole al Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Tiscali 2019, tra i vini rivelazione del 2022 a mio avviso – vinificato in solo acciaio – è la volta del Carros 2019. Quest’ultimo segue un protocollo piuttosto classico e improntato sull’affinamento in legno, in questo caso tonneaux da 500 litri, per 12 mesi, più tre mesi in bottiglia.
La famiglia Puddu dal 1976 è titolare della Cantina omonima, in conduzione biologica, situata in località Orbuddai a Oliena (NU); inoltre è innamorata visceralmente del cannonau, ovvero l’uva autoctona a bacca nera più importante dell’isola. In queste particolari colline ai piedi del Monte Corrasi, caratterizzate da terreni derivati dal disfacimento granitico, alleva uve a cordone speronato, con rese pari a 50-60 q.li per ettaro, facenti parte della sottozona Nepente di Oliena. La suddetta tipologia, a mio avviso, è tra le migliori all’interno della DOC Cannonau di Sardegna.
Le vigne hanno circa 15 anni d’età. Versato all’interno di un ampio calice, rivela una trama cromatica particolarmente vivace color rubino acceso di media trasparenza; il vero Nepente mostra classe e finezza già all’esame visivo, non ostenta profondità e concentrazione.
Il naso segue la stessa linea d’onda: sussurrato, in levare, arioso e a tratti “nordico” nell’accezione nobile del termine. Distinguo frutti rossi maturi, tra cui susina e ribes, scorza di arancia sanguinella e pepe nero avvolti in una lieve sfumatura di vaniglia derivata in parte dalla tostatura del legno; la stessa tuttavia non disturba affatto. Non bisogna mai dimenticare che trattasi di vino ancora in fasce, l’affinamento gioverà all’insieme e le suggestioni di erbe aromatiche, tra cui timo e santoreggia, unite alla classica macchia mediterranea diverranno protagoniste col tempo.
In bocca ritrovo lo stesso slancio del Tiscali 2019, tuttavia il centro bocca mostra maggior densità. Anche la lunghezza del vino risulta maggiore, nonostante un equilibrio gustativo d’insieme non ancora perfettamente centrato, ed è più che normale; motivo che mi spinge ad attribuire la quarta chiocciola ad un passo dalla quinta. Vino da carni rosse stufate, tuttavia non disdegna l’agnello in umido con abbondante cipolla.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio