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Cabernet Franc Apistós 2019

Cabernet Franc Apistós 2019 Podere ConcaDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2021


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet franc
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PODERE CONCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Dovevano essere circa 4.000 bottiglie, doveva essere un Bolgheri Superiore, così aveva dichiarato Silvia Cirri. Probabilmente questo è l’obiettivo futuro, la prima annata, 2019, è un IGT Costa Toscana ed è stata prodotta in 1400 esemplari, fermentata in cemento per circa un mese, maturata in tonneaux nuovi per 18 mesi, affinata in bottiglia per un semestre; un “vino di nicchia” che lancia però un chiaro messaggio d’intenti: ottenere un Cabernet Franc di alto livello.
Nel comprensorio bolgherese di Castagneto Carducci c’è una storia che sa di rivoluzione, da quando il marchese Mario Incisa della Rocchetta iniziò a coltivare vitigni internazionali per produrre il suo Sassicaia, prima annata 1968, l’anno in cui esplose il fenomeno socio-culturale che coinvolse quasi l’intero pianeta.
Una rivoluzione giovane, se guardiamo alle altre realtà vitivinicole toscane, ma con un indirizzo quanto mai preciso e inequivocabile che allaccia questo territorio a una cultura franco-toscana e nel giro di pochi anni acquista notorietà a livello internazionale.
Non è facile guadagnare un proprio spazio in un contesto dove regnano colossi come Tenuta San Guido, Ornellaia (Podere Conca ci si trova in mezzo), Grattamacco, Guado al Tasso; ciò nonostante, quando si hanno le idee chiare sul cosa e sul come, quando nel portare avanti l’attività c’è l’impronta femminile, tutto è possibile.
Silvia Cirri, con il supporto enologico di Laura Zuddas, sta dimostrando di avere le carte per raggiungere alti obiettivi.
L’Apistós è sicuramente un ulteriore segnale, dopo il bianco Elleboro e il rosso Agapanto, che la strada è quella giusta. Il cabernet franc è un vitigno difficile ma sorprendente, Giuseppe Quintarelli lo sapeva bene, a Bolgheri è di casa da tempo e ha dato fulgidi esempi delle sue qualità.
La versione proposta da Podere Conca sembra avere tutte le potenzialità per lasciare il segno, ha colore rubino senza eccessi di concentrazione, regala profumi di frutti di bosco maturi, mora, ribes nero, leggera prugna, cacao, una sfumatura vegetale e di erbe aromatiche, la nota vanigliata data dal legno è appena percepibile e destinata a integrarsi in breve tempo.
Al palato mostra di avere una certa consistenza, ma senza sovraccarichi, polpa generosa e dolce, tannino fine e non aggressivo, ha ancora bisogno di un po’ di tempo per equilibrarsi in ogni sua componente, ma questo non sottrae nulla a come si presenta oggi. Forse, e dico forse, se vogliamo trovargli un limite è nella personalità non così originale come potrebbe essere, il risultato è ottimo, ma si potrebbero osare nuove strade per proporre un cabernet altro, completamente fuori dagli schemi, imprevedibile e per questo unico. Chissà…

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