Bolgheri Rosso 2021
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, syrah
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: LE MACCHIOLE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 22 a 28 euro
Ho sempre pensato che un’azienda che dispone di più vigneti debba avere almeno un vino che sia frutto di tutti o parte di essi. Nulla di nuovo, certo, nelle Langhe molti produttori affiancano ai cru dei Barolo o Barbaresco provenienti da diversi vigneti, spesso con risultati notevoli; alcuni addirittura non hanno mai voluto proporre il singolo cru, ritenendo che la maggiore complessità arriva proprio dalla fusione di diversi appezzamenti, raccontando meglio il territorio.
Meno male che esistono ambedue le cose, il bello del vino è anche questo, lasciare spazio a tutte le interpretazioni possibili che diano risultati lodevoli.
In questo caso però parliamo di un vino che non è solo frutto di vigneti diversi (Vignone, Sommi e Casanuova), ma anche di un assemblaggio di quei vitigni che hanno fatto la storia di Bolgheri, ovvero cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e syrah. Un azienda di altissimo rango come Le Macchiole, che vanta etichette strepitose come Scrio, Paleo Rosso, Messorio, è in grado di proporre un “generico” Bolgheri Rosso in grado di competere con molti eccellenti vini del territorio, senza avere un costo proibitivo, affinato 10 mesi per il 70% in barriques da 225/228 ettolitri di 3° e 4° passaggio e per il 30% in cemento.

La versione 2021 proviene da un’annata “caratterizzata da un inverno piovoso, con temperature più alte rispetto alla media stagionale che hanno portato un rallentamento dell’inizio dei lavori di potatura. Ingresso nella primavera con leggero aumento delle temperature, che ha causato un rapido germogliamento del merlot. Ciò ha esposto questa varietà a un maggiore rischio di gelata all’inizio del mese di aprile, momento in cui, per circa due giorni, nelle ore notturne, le temperature si sono avvicinate a 0°C senza comunque causare alcun danno evidente. Grazie anche alle riserve idriche accumulate con le piogge invernali, l’aumento delle temperature nella seconda metà di aprile ha favorito una rapida ripresa vegetativa e un costante sviluppo dei tralci che si è protratto per tutto il mese di maggio. La stagione estiva è iniziata in modo regolare e positivo, con un leggero ritardo delle fasi di fioritura, allegagione e invaiatura, come conseguenza della gelata primaverile, e si è conclusa con un periodo siccitoso che ha caratterizzato tutta l’epoca di vendemmia. La raccolta è iniziata nella terza settimana di agosto, in linea con le annate precedenti, ed è proseguita in modo regolare fino alla fine di settembre con la presenza di piogge nelle ultime fasi di raccolta delle uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon”.
Detto questo ho di fronte un vino giovanissimo ma già con gli equilibri giusti per essere apprezzato, i profumi evidenziano note di viola, mora, prugna, pepe verde, leggero tabacco, vegetale maturo, una punta di menta.
Al palato è molto piacevole, con un frutto rotondo e generoso che trova una buona base di freschezza a dargli slancio; è un sorso vitale, con un tannino ben rifinito e per nulla aggressivo e un finale dal confortevole slancio balsamico. Quattro chiocciole strameritate.