Boca 2003

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2007


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo, vespolina, uva rara
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: LE PIANE – Azienda Agricola Le Piane
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Con questa annata la produzione è salita a circa 5.000 bottiglie, che diventeranno 12.000 nel 2004 e nel 2007 raggiungerà la ragguardevole quantità di 25.000 bottiglie, quando tutte le vigne saranno entrate in produzione. La 2003, che non è stata certo una grande annata ma, per chi ha saputo lavorare bene, ha offerto vini interessanti e apprezzabili da subito, ha permesso a Christoph Künzli di conquistare i Tre bicchieri di Vini d’Italia 2008 di Gambero Rosso/Slow Food, e di andare molto vicino al massimo riconoscimento con Duemilavini 2008. Personalmente credo, soprattutto dopo avere avuto modo di assaggiare la quasi totalità delle annate passate e future, di avere un quadro più preciso delle notevoli potenzialità di questa straordinaria azienda e il 2003, per quanto buonissimo, non mi sembra possedere le carte per una valutazione così elevata sebbene ci si avvicini molto; ho invece la certezza assoluta che il Boca 2004, ancora in affinamento, sia di tutt’altra levatura e non lascerà dubbi sulla sua grande stoffa ed eleganza. Intanto godiamoci questo eccellente Boca 2003, proveniente da vigneti circondati da boschi in un paesaggio davvero particolare; il colore è un granato ancora molto vivo, con leggeri richiami rubini nella parte centrale, mentre il manto odoroso non ha particolari esitazioni, dimostrando una eleganza assai inconsueta e poche volte percepita nei numerosi assaggi di Barolo e Barbaresco provenienti dalla stessa annata. Bello l’attacco di rosa canina, ciclamino, viola, suggestive le sfumature pepate e di amarene in confettura, quasi avvincente il richiamo alla cenere, alla liquirizia, al tabacco. Dopo alcuni minuti di ossigenazione si fanno avanti note di rabarbaro, melagrana, sottobosco, funghi umidi. In bocca mette in evidenza i suoi pur piccoli limiti, presentando una trama dove l’alcolicità è esuberante e smorza quell’eleganza che indubbiamente sarebbe stata maggiore con un millesimo più equilibrato; si tratta comunque di una delle migliori espressioni, con un tannino dolce e ben amalgamato alla polpa fruttata, una freschezza che senza la leggera debordanza dell’alcol avrebbe ingannato facilmente. Da godere ora, senza esitazioni, ma si badi bene, il vino non è affatto in discesa.

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