BENINCASA
Indirizzo: Località Capro, 99 – 06031, Bevagna(PG)
Tel.: +39 0742 361307
Fax: +39 0742 361307
Sito: www.aziendabenincasa.com
Email: cantina@aziendabenincasa.com
laVINIum – 01/2005
Se si vuole parlare dell’Umbria in campo vitivinicolo, non si può fare a meno di citare tre aziende che hanno rappresentato l’elemento trainante per lo sviluppo e l’innovazione di questa regione. La prima è senz’altro quella di Giorgio Lungarotti, le cui vigne sono situate sulla dorsale collinare di Torgiano a pochi chilometri da Perugia, che ha svolto nei primi anni ’70 un ruolo pionieristico per il vino rosso dell’Italia centrale, con il suo Torgiano Rubesco Vigna Monticchio Riserva (prima anata 1974), frutto di un uvaggio di sangiovese e canaiolo, uno dei pochissimi vini a quell’epoca capace di esprimersi sin dalla prima uscita a grandi livelli di eleganza e complessità. Vino morbido e longevo che si distaccava completamente dalla maggior parte dei vini di allora, sicuramente più ruvidi e grossolani. Merito di questa morbidezza erano anche le eccellenti botti di rovere provenienti dai boschi umbri, molto affini per dolcezza alle barrique francesi, utilizzate successivamente da Lungarotti a causa dell’esaurirsi dei legni autoctoni.
La seconda azienda è Castello della Sala, di proprietà della famiglia Antinori, situata nei pressi di Ficulle a ridosso dell’area orvietana. Qui, al contrario delle Cantine Lungarotti, si è lavorato a fondo soprattutto nella sperimentazione dei vitigni a bacca bianca, locali e internazionali, quali grechetto, procanico, malvasia toscana, verdello, drupeggio, chardonnay, sauvignon, pinot bianco, pinot grigio e, in piccola quantità traminer e riesling. L’azienda degli Antinori mirava ad ottenere vini di grande carattere, ricchi di personalità, strizzando l’occhio alla filosofia francese, soprattutto per i cosiddetti “vini da meditazione”, approfittando di alcune aree ideali per l’attacco della botrytis cinerea, la famosa muffa nobile che ha dato tanto lustro ai mitici Sauternes e Barsac, e che qui ha trovato un compagno ideale nel Muffato della Sala. Una muffa che, una volta tanto, ha il grande pregio di non indurre nell’uva processi degenerativi e putrescenti, bensì di disidratare gli acini concentrandone il contenuto zuccherino e aggiungendovi una particolare e nobile aromaticità. L’altro grande vino del Castello della Sala è il Cervaro della Sala, uno chardonnay che si è sempre giovato di un discreto contributo del grechetto (più o meno il 20%), contributo fortemente voluto al fine di mantenere in questo vino un’impronta territoriale pur su una base di ovvia internazionalità.
La terza ma non meno importante azienda che ha dato un forte contributo al vino umbro è Arnaldo Caprai-Val di Maggio, che si trova a Montefalco, in località Torre, nel cuore del sagrantino, il vitigno a bacca rossa più importante della regione. Questa azienda si è impegnata su questa varietà sin dagli anni ’80, quando era ancora sconosciuta al di fuori della realtà locale; un’uva dalle caratteristiche certamente ostili, tannica più di ogni altra, apparentemente ruvida e indomabile, tanto che era sempre stata utilizzata esclusivamente per produrla in versione passita. Ma Val di Maggio, soprattutto per mano di Marco, figlio di Arnaldo, ha dato il via ad un’intensa sperimentazione del sagrantino, lavorando nella selezione dei cloni migliori, con il preciso intento di ottenere un vino assolutamente secco, non più aggressivo e scomposto, ma morbido ed elegante, fruttato, complesso e longevo. Questa azienda ha fatto certamente da apripista nella produzione di vino Sagrantino di qualità, ma non è rimasta l’unica.
Oggi sono numerosi i produttori dell’area intorno a Montefalco e Bevagna, in grado di offrire vino di qualità, e fra questi possiamo senz’altro annoverare l’azienda Benincasa, situata in località Capro, a Bevagna, che produce un eccellente Sagrantino di Montefalco 2000 e un gradevolissimo Rosso di Montefalco, uno dei migliori assaggiati del millesimo 2002, ma anche due interessantissimi e originali vini: il Vigna la Fornace 2001, ottenuto da barbera, merlot e sagrantino, e il Vincastro 2002, prodotto con sangiovese, merlot e ciliegiolo. L’azienda ricava dalle proprie vigne anche due vini bianchi ottenuti dal vitigno grechetto, una versione “base” e il Poggio dell’Annunziata.
All’azienda Benincasa va il merito, per mano di Domenico, di aver creato negli anni ’70 il primo vigneto monovitigno di sagrantino, partendo dai pochi esemplari rintracciati nelle vecchie coltivazioni promiscue.
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Rosso di Montefalco | 2002 | da 7,50 a 10 euro | @@@ |
| Sagrantino di Montefalco | 2000 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Vigna La Fornace Rosso | 2001 | da 15 a 25 euro | @@@ |
| Vincastro Rosso | 2002 | da 5,00 a 7,50 euro | @@ |