Barolo Del Comune di Serralunga d’Alba 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: MAURO VEGLIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 40 a 50 euro
Una nuova etichetta di Barolo, a firma di Alessandro Veglio, va ad aggiungersi alle altre sei (Barolo annata, Arborina, Castelletto, Gattera, Paiagallo e Rocche dell’Annunziata) che rappresentano il prestigioso parterre dell’azienda Mauro Veglio.
Si tratta del Barolo Del Comune di Serralunga d’Alba, frutto di un nuovo vigneto di 2 ettari situato tra le MGA Manocino e Lirano, esposto ad ovest a un’altitudine tra i 250 e i 400 metri s.l.m.
Le altre vigne aziendali si trovano a La Morra, Monforte d’Alba e Barolo, pertanto questo vino completa in un certo senso le diverse sfaccettature del territorio langhetto, impreziosendo la “collezione” con un piccolo contributo (6.500 bottiglie dall’annata 2019) da uno dei comuni che hanno reso leggendario questo vino.
Non si tratta dell’unica novità di casa Veglio, poiché grazie all’incremento di questi due ettari di vigna, anche il Barolo classico ne riceverà un piccolo contributo, in questo modo sarà l’etichetta che racchiuderà in sé quattro diverse anime, provenienti dai comuni di Serralunga, Monforte e La Morra.
Siamo su suolo caratterizzato da forte presenza calcarea e di marne grigie che si alternano a substrati sabbiosi, è la cosiddetta Formazione di Lequio.
Sull’annata 2019 ho già scritto in più occasioni, un po’ ovunque si è rivelata “classica”: inverno mite e sereno, con qualche pioggia e nevicata nella seconda parte, con conseguente anticipo della fase di germogliamento; le piogge hanno continuato a manifestarsi in primavera mantenendo le temperature al di sotto della media stagionale, permettendo un buon accumulo delle riserve idriche e favorendo un rallentamento della fase vegetativa.
Da giugno le cose sono nettamente cambiate: temperature decisamente più elevate che hanno stimolato un’accelerazione dello sviluppo vegetativo, imponendo una gestione attenta del vigneto. La vendemmia si è svolta nella seconda metà di ottobre con uve in perfetto equilibrio zuccherino e polifenolico.
Una volta in cantina, i grappoli sono stati diraspati senza subire pigiatura, consentendo di avere in vasca gran parte degli acini integri. Macerazione a freddo per 36-48 ore, fermentazione alcolica con rimontaggi giornalieri, macerazione sulle bucce per 20-25 giorni e poi fermentazione malolattica.
Infine affinamento in botte di rovere francese da 25 ettolitri per 24 mesi.
Ancora una volta non posso che apprezzare il lavoro di Alessandro e dello zio Mauro, un altro Barolo che strappa l’applauso, sin dai primi profumi che richiamano frutti scuri e giustamente maturi, ciliegia e prugna in particolare, a cui si affiancano sentori ferrosi e di liquirizia, humus e radici, il tutto avvolto in un piacevole afflato balsamico.
Al palato non nasconde la grinta tannica tipica di Serralunga, ma lo fa con estrema misura, senza lasciare astringenze fastidiose, ma distendendosi velocemente sul frutto copioso e su una speziatura di notevole finezza. Molto stimolante l’apporto sapido che accompagna il finale arricchendo di sapore un sorso di bella ampiezza e profondità.