Barolo Cerequio 1995

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2003


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CHIARLO MICHELE – Michele Chiarlo Azienda Vitivinicola
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Si è tanto parlato della ’97 come annata del secolo. Per molti aspetti e in molte zone si è dimostrata tale, mentre la stima che si era fatta della vendemmia ’95 era decisamente inferiore. Ma quello che succede in ogni piccolo appezzamento di terra non è quasi mai prevedibile o generalizzabile (e nelle Langhe, sia per la loro conformazione, sia per la parcellizzazione del territorio, questo avviene in modo ancora più marcato). Così arrivano sorprese inaspettate, come questo splendido Barolo Cerequio ’95 di Michele Chiarlo, che si dimostra notevolmente migliore e più interessante della versione ’97, ancora più sorprendente se si pensa che nel ’95 una forte grandinata ha praticamente distrutto gran parte dei vigneti del circondario. Il colore è giustamente granato, ma tutt’altro che spento (siamo a sette anni e mezzo dalla vendemmia!), la concentrazione è più che buona e l’unghia, pur meno colorata, mostra una notevole compattezza. I profumi lasciano quasi smarriti, si sente una straordinaria rosa, appena appassita, note fruttate di ciliegia sotto spirito e prugna, liquirizia e tabacco ad arricchirne il bouquet e un leggerissimo ma elegante soffio vanigliato. Seguono spezie fini, fra cui chiodo di garofano e pepe. In bocca è intenso, di solida struttura, con tannini eleganti e ben integrati, l’acidità evidente denuncia qualche limite nella polpa e nella rotondità del vino che non pareggia completamente con le parti dure. Ma ci sono tutte le carte perché possa continuare a evolvere positivamente. Non va dimenticato che stiamo parlando di un Barolo e, se non si fa uso di forzature, questo è il meglio che si può ottenere da un’annata comunque “minore”. Il finale è lungo, caratteristico, con ritorno della ciliegia sotto spirito, della liquirizia e del tabacco. Servitelo a 18° nei classici calici panciuti da Barolo, difficilmente si può abbinare ai primi, ma provatelo con i tagliolini al sugo di lepre o con le pappardelle al sugo di cinghiale; con i secondi c’è più scelta: brasato al Barolo, cinghiale stufato, fagiano o lepre in salmì, tacchino ripieno.

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