Barolo Castelletto 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: FORTEMASSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 45 a 55 euro
I l vino dolce, glorioso, rende grasso e carnoso il petto e lo apre.
Maturo, saporoso al gusto ci è molto gradito, perché acuisce i sensi.
Il vino forte, il vino puro rende l’uomo baldanzoso e scaccia il freddo.
Ma la bianca acqua maledetta, dobbiamo metterla al bando perché infiamma la milza.
Morando da Padova, Laudes Vini (XIII sec.)
Mi è venuto spontaneo, degustando questo Barolo dell’azienda Fortemasso, riportare un estratto di questo “canto tabernario” del tredicesimo secolo; Morando da Padova era un maestro di grammatica e questo Laudes Vini lo aveva scritto in latino. Certo oggi l’acqua dovremmo considerarla più che mai un bene prezioso, visto l’inaridimento progressivo di gran parte del pianeta…
Ma veniamo al Barolo Castelletto, classe 2017, annata calda che ha messo in evidenza quanto sia sempre più importante l’esperienza dell’uomo per comprendere come affrontare un clima sempre più complesso e imprevedibile. Per certi versi è accomunabile alla 2003, sebbene il caldo sia durato meno e abbia avuto picchi più contenuti, ma il vero problema è stato la siccità prolungata, da inizio agosto fino ai primi di novembre; per fortuna un paio di giorni di pioggia a inizio settembre sono stati fondamentali per ridare vita alle piante, consentendo di riprendere il percorso di maturazione fino alla vendemmia, certamente anticipata ma non quanto ci si sarebbe aspettati. C’è da dire poi che le vigne dell’MGA Castelletto, che rientra nel Comune di Monforte d’Alba, si trovano in una delle zone più fresche a un’altitudine che digrada con decisione dai 450 ai 300 metri s.l.m., in località Pressenda, considerata da molti la parte che dà i vini migliori.
Insomma, senza quelle brevi piogge la 2017 avrebbe messo in ginocchio parecchie aziende vinicole, invece ecco uno dei non rari esempi di un’annata più che riuscita: colore granato trasparente dai bei riflessi luminosi, bouquet elegante che riesce ad esprimere anche qualche tocco floreale, soprattutto la viola, via via sempre più intensa, arricchito da sfumature di erbe aromatiche e fieno, per poi virare sul frutto, ciliegia e lampone maturo, quindi emerge una piacevole speziatura che ricorda il ginepro e la liquirizia.
Al palato l’assenza di spigolosità testimonia che l’uva è stata portata in cantina a piena maturazione, il tannino è perfettamente rifinito e privo di toni amari, il sorso restituisce un frutto pieno e ben supportato dalla venatura speziata, che rimanda alla liquirizia dolce, finale balsamico e persistente.
Un ottimo risultato da un’annata così impegnativa, ben interpretata, senza appesantimenti né percezioni alcoliche fuori misura. La quinta chiocciola è assolutamente meritata.