Barolo Brunate 1980

Degustatore: Franco Ziliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2006


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: MARCARINI – Azienda Agricola Poderi Marcarini
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Io lo consideravo già il mio ristorante preferito in terra di Langa, quello dotato della cantina in grado di regalarmi, ad ogni visita, le più grandi emozioni possibili (con quelle vecchie introvabili annate di Barolo, perfettamente conservate e proposte a prezzi onestissimi, tra le quali non sai mai orientarti tanto e tale è l’imbarazzo della scelta), ma ora che Da Felicin, ovverosia il celebre classico ristorante della famiglia Rocca, simbolo di Monforte d’Alba quanto il Monfortino, ha completato il suo ambizioso vasto progetto, ovverosia un raffinato residence, questo posto è davvero ancora più bello. Merito di quello scoppiettante simpatico geniaccio di Nino Rocca e della sua cucina, della classe della sua bellissima moglie Silvia in sala, dell’esperienza dei genitori di Nino, conoscitore dei misteri gaudiosi del Barolo come pochi. Ma accidenti che bellezza poter trascorrere qualche giorno a Monforte e godersi il vasto repertorio gastronomico di Da Felicin, potendosi permettere il lusso di un soggiorno nel residence abbarbicato sulla costa esterna della collina che domina Monforte, da cui si gode di un colpo d’occhio mozzafiato! Ricavato in una costruzione di fine Seicento, ristrutturata con grande gusto e intelligenza, il residence offre oggi 18 appartamenti di diverse dimensioni, alcuni allestiti per ospitare comodamente da 2 a 4 persone, altri (con doppi servizi) per ospitarne comodamente da 4 a 6, tutti dotati di vista panoramica e balcone, angolo cottura, ampi bagni e tutti i confort. Compresi ascensori, sala meeting, servizi per disabili, giardino, dehor, parcheggio privato e garage. I prezzi, considerando la qualità del ristorante e la bellezza del posto, sono molto interessanti e prevedono per la mezza pensione 110 euro per persona in camera doppia (con il grande menu degustazione la sera e la prima colazione) (120 in alta stagione) e 120 euro (130 alta stagione) in camera singola. E per chi volesse trascorre un periodo più lungo in zona, per girare per cantine e vigneti, sono previste speciali formule per appartamenti vacanze, riservati a 2 e 4 persone. Nel corso del mio ultimo passaggio, lo scorso 13 maggio, ho trovato conferma della classicità e della grandissima forma della cucina di Felicin gustando, dopo alcuni squisiti antipasti, un fresco merluzzo con patate e pomodoro fresco, degli asparagi con crema al parmigiano, del foie gras con tartufo nero, dei gustosissimi gnocchi di verdura con funghi e salsiccia ed un coniglio di cascina alle verdure da andare letteralmente via di testa, tanto era morbido e saporito. Ma il vero protagonista della serata, oltre al mio perfetto relax, a fine cena, nella camera 201 e all’emozionante visione del figlio primogenito di Silvia e Nino, Giulio, già impeccabile, uguale come una goccia d’acqua a suo padre, nel dilettarsi a servire il vino (che ovviamente ha nel sangue) ai tavoli, è stata, e non poteva essere diversamente (Nino Rocca conosce la mia passione per le vecchie annate di Barolo) un Barolo d’antan. Avevo già splendidi ricordi da un Barolo Riserva 1978 di Paolo Scavino e da un Monprivato 1982 di Giuseppe Mascarello gustati lo scorso anno sedendo a questi tavoli, ma essendo consapevole che l’annata 1980, venuta subito dopo al 1978 e 1979, non viene di certo considerata come un millesimo da ricordare, non avrei mai pensato che un Barolo 1980, seppure espressione di un grande cru e frutto del lavoro di un grande vinificatore, potesse offrirmi simili emozioni… E invece, accidenti, speditami al tavolo da un Nino ben felice di spiazzarmi e perfettamente a conoscenza di quali tesori, intelligentemente selezionati già da suo padre e da lui conservati con ogni cura, sia fornita la sua cantina, eccomi arrivare, con il suo contenuto versato in un magnifico ampio decanter e poi un grande ballon, una sorprendente bottiglia, potete vederne l’etichetta con i segni del tempo ben evidenti, di un Barolo Brunate 1980 Marcarini, 14 gradi alcolici, che riporta l’indicazione “vinificatore Elvio Cogno”. Non sono, chi mi conosce lo sa bene, un particolare estimatore dei Barolo di La Morra, preferendo decisamente loro i Barolo di Castiglione Falletto, di Serralunga d’Alba, di Barolo, di Monforte d’Alba e persino (indimenticabile nella mia memoria gustativa un doppio magnum di Barolo 1985 Monvigliero, vigneto principe di Verduno, della Comm. G.B. Burlotto). Mi riferisco, in particolare, ai vini di oggi, che con rare eccezioni (Roberto Voerzio per certi versi, Gagliasso, Aurelio Settimo, Cordero di Montezemolo, se ritrovassero l’antica classe) non mi fanno di certo impazzire. Ma di fronte ad un Barolo come questo Brunate 1980, splendido in accompagnamento alla cucina propostami da Nino Rocca, cosa eccepire, quali parole spendere se non dedicare, al vino e a chi l’ha vinificato, un’immaginaria standing ovation? Accidenti che splendido vino e che forma smagliante! Strepitoso già il colore, un magnifico rubino profondo e caldo, di grande integrità e smalto, con qualche leggera nota virante al granato (e non certo al mattonato), ma senza segni di stanchezza, ma accidenti che panoplia, che tavolozza variegata di sfumature aromatiche questo Barolo da sogno ha saputo progressivamente scatenare! Partito con un naso fitto misterioso, catramoso, profumato di liquirizia, catrame, bacche nere, ginepro, prugne sotto spirito, molto caldo, compatto, intensamente terroso, il vino, man mano che si apriva e si ossigenava si assestava, mantenendo queste sfumature, su un’incredibile nota balsamica di menta, abbinata ad un ricordo di cioccolato fondente, freschissima, inebriante, insinuante. E che dire, superato lo choc di questa freschezza stupefacente, nonostante i ventisei anni 26 di vita del vino, dell’assoluta saldezza al palato di questo Brunate, una bocca di grande impegno e salda costruzione, una spiccata terrosità, tannini ben fusi con il frutto, anche se ancora mordenti, grande ricchezza di sapore, acidità viva e bilanciata ed un finale lungo e pieno di grande razza e carattere? Un vino dall’incredibile equilibrio, ancora vivo e scattante con il suo gioco dolce-sapido, complesso ma facile da capire e soprattutto dotato, poteva testimoniarlo il decanter semi vuoto sul mio tavolo, nonostante cenassi da solo, di una beva sensazionale? Un vino spaziale, irreale, perfetto (e tanto di cappello, anzi chapeau, a quel grandissimo vinificatore e affinatore che è stato, nella lunga storia del marchio Marcarini, Elvio Cogno…), forse una delle più alte espressioni del Barolo di La Morra della mia esperienza di assaggiatore-bevitore. E uno dei tanti “messaggi in bottiglia” che giacciono in silenzio, nella cantina di Da Felicin, aspettando di raccontare suadenti fiabe barolesche ai fortunati che facendo visita a questo ristorante da non perdere si regaleranno il piacere raro di stapparle, facendosi ammaliare… Qualche esempio delle grandi annate di Barolo (e Barbaresco) che si possono trovare in carta ed in cantina Da Felicin: Barolo Gran Bussia (1971, 1978 – 1982 in magnum, 400 euro – 1989, 1990) di Aldo Conterno, i Barolo 1967 e 1971 (155 euro) e 1978, 1979 e 1982 (100 euro) di Pira, il Vigna Rionda 1989 magnum (135 euro) di Oddero, il Barolo 1964 (210 euro) ed il Monfortino Riserva 1990 (254 euro) di Giacomo Conterno, i Barolo 1971, 1974, 1978, 1979, 1982, 1989 di Bartolo Mascarello. La vasta selezione dei Barolo comprende molti altri nomi, come Vietti (Villero Riserva 1982 a 145 euro, nonché Rocche 1978, 1979, 1982), Sandrone (10 annate del Cannubi Boschis), Ratti, Prunotto, Marcarini, Cordero di Montezemolo, Pio Cesare, e per chi ama vini di stile più moderno, Altare (13 annate di Vigneto Arborina, dal 1982 al 1999), Clerico, Conterno Fantino (Sorì Ginestra 1982, 1985, 1989, 1990), Rocche dei Manzoni. Anche i fan di Gaja troveranno cose interessanti, soprattutto vecchie annate di Barbaresco (1964, 1967, 1971, 1974, 1978, 1979, 1982: a prezzi… da Gaja), nonché Costa Russi 1979 (305 euro) e Sorì Tildin 1982 (403 euro), ma sempre restando nel Barbaresco, passando ai vini della Cantina Produttori, non mancano autentici vini da grande rapporto prezzo qualità, come i cru Rabajà ’78, ’79, 1982 (114 e 119 euro), nonché il Moccagatta 1979 e l’Ovello 1978 e 1990.

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