Barolo Brunale Le Coste 2003

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2011


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: RINALDI – Giuseppe Rinaldi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Oggi la mia mente non è affatto serena, la tragedia che sta coinvolgendo Tokyo, ma direi l’intero Giappone e nel tempo certamente tutto il pianeta, mi fa sentire quanto meno irrispettoso ad occuparmi di vino, come se la questione fosse lontana e il fatto che stiano morendo migliaia di persone non sia sufficientemente importante da imporre il silenzio, la riflessione, la presa di coscienza che non si può fare a meno di porsi delle domande, al di là di questo dramma dalle dimensioni incalcolabili, su ciò che l’uomo sta facendo e sulle sue responsabilità. E’ un discorso lungo e complesso, che abbraccia tutti i settori dove l’uomo opera, compreso quello della viticoltura, dove abbiamo assistito allo stravolgimento di territori e dei loro equilibri nel momento del boom economico, con la conseguenza della monocoltura, del mutamento degli ecosistemi, dell’aumento di frane e dissesti ecc. L’uomo sembra non voler imparare nulla dagli errori del passato, oggi siamo tutti “consumatori”, espressione emblematica della nostra società folle. Faccio sempre più fatica a sopportare questa follia collettiva, e forse è proprio per questo che ho sentito il bisogno di aprire una bottiglia di Barolo Brunate Le Coste del grande Beppe Rinaldi, vignaiolo fin nelle ossa, che non ha mai avuto manie di grandezza, ma ha vissuto a contatto con la terra, imparando a conoscerla e rispettarla. I suoi vini, tutti, parlano una lingua viscerale, profonda, sincera, sono lì per darti piacere, interiore ci tengo a dirlo, e renderti la vita meno pesante e difficile, raccontando storie e poesie, tradizioni fatte di fatica e di orgoglio, di attaccamento alla propria storia e alla propria terra, un attaccamento che impone regole ed equilibri, ma soprattutto rispetto per ciò che la natura ci ha dato. E questo Barolo ti restituisce queste sensazioni una ad una, un 2003 generoso, aperto, caldo ma tutt’altro che arrivato, specchio fedele di un’annata calda ma ben gestita. La viola, la ciliegia e la liquirizia sono gli elementi portanti e la perfetta rappresentazione di questo nebbiolo dalle numerose sfaccettature, molto vivo, a tratti selvatico, come se una zolla di terra colma di radici fosse finita nel calice trasportandoti di colpo in vigna, davanti a quei grappoli scuri e carichi di succo. A tratti arrivano sussurri di fragola selvatica, di spezie dolci, di tabacco. In bocca ha un grande equilibrio, tannino magnificamente integrato, l’alcol non si fa quasi notare grazie ad una polpa ricca e fresca. Un gran bel vino che ti permette una pausa di respiro, seppur breve, da una giornata che purtroppo colpisce come un macigno.

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