Barolo Bricco Boschis 2001

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2012


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: CAVALLOTTO FRATELLI – Tenuta Vitivinicola Bricco Boschis
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


L’eleganza dei Barolo di Castiglione Falletto è ben nota, certamente incidono i terreni composto da marne calcaree e sabbia, il microclima congeniale per il nebbiolo e un’antica tradizione vitivinicola come quella dei Fratelli Cavallotto. Quello che un tempo era il Monte della Guardia, di proprietà della contessa Juliette Colbert, passò progressivamente nelle mani di Giuseppe Boschis, che ne curava da sempre i vigneti, fu così che prese l’attuale nome di Bricco Boschis. Chi ha avuto il piacere di visitare l’azienda sa quale emozione possa suscitare vedere quel bricco e quei vigneti curatissimi, dall’alto si gode un bellissimo panorama di tutta l’area vitata e di Castiglione. Dei 24 ettari che circondano l’azienda, oltre la metà sono coltivati a nebbiolo da Barolo, e questo la dice lunga sulle straordinarie caratteristiche di questa terra; il Bricco Boschis è interamente a nebbiolo con una superficie totale di poco più di 5 ettari, all’interno della quale dimorano le vigne San Giuseppe, Colle Sud Ovest e Punta Marcello. Dalla Vigna San Giuseppe, la più pregiata, nasce il Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe. In questo vino, invece, confluisce una selezione delle uve provenienti da ciascun appezzamento all’interno del bricco. Viene fermentato con i lieviti indigeni, macerato a cappello semi-sommerso per 18-30 giorni secondo l’annata, matura in botti grandi di rovere di Slavonia per 3-3,5 anni. Lo degustai in anteprima a maggio del 2005 e mi fece un’ottima impressione, era un bambino ovviamente con una materia eccellente ma tutta in divenire. Oggi, passati 7 anni, e dopo altri assaggi effettuati negli anni, posso raccontarvelo in uno stato di forma ideale; l’annata 2001 ha dato risultati eccellenti in Langa, battendosela da zona a zona con la 1999, ma superando nella maggior parte di casi la più osannata 2000, annata calda e più pronta ma mediamente meno elegante. Eccolo nel calice, ancora un granato perfetto, compatto, con unghia che non si scolla; il bouquet è affascinante, molto classico, fiori macerati, ciliegie mature, timo, liquirizia, cacao, cenni ferrosi e minerali raffinati, all’olfatto già si capisce che è ancora in piena evoluzione, senza alcun cedimento. Al palato ha un’impressionante coerenza in ogni sua parte, il tannino è ormai perfettamente integrato, c’è freschezza, tanta liquirizia e cioccolato, la potenza alcolica non disturba grazie ad un corpo importante e armonico, tutto fila magnificamente lasciando una sensazione ancora minerale e profonda che invita inesorabilmente al riassaggio.

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