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Barbera d’Alba Superiore Cichin 2015

Barbera d'Alba Superiore Cichin 2015 Francesco RossoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2021


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: FRANCESCO ROSSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Continuiamo la carrellata di vini proposti dell’Azienda Vitivinicola Francesco Rosso, di Santo Stefano Roero (CN). È la volta della barbera, vitigno autoctono piemontese per eccellenza: versatile, poliedrico, in grado di assumere l’aspetto del classico vino da pasto del quotidiano e ad alti livelli competere ad armi pari con tutte le varietà della regione.
In terra di Roero nebbiolo e arneis, senza ombra di dubbio, giocano un ruolo da protagonisti, tuttavia diverse aziende riservano alla barbera le stesse attenzioni, uno studio specifico e calibrato su quali versanti possano dare il meglio in termini di qualità e resa. Lo scopo è produrre un vino che mantenga alto il livello qualitativo della gamma aziendale e che possa mostrare sfaccettature diverse, mantenendo salde le radici nel più classico dei territori piemontesi. Francesco e Maria non fanno eccezione e attraverso il Cichin, Barbera d’Alba Superiore 2015 – annata notevole tra le altre cose – mostrano le potenzialità dei loro terreni sabbiosi e calcarei di Santo Stefano Roero. La vigna è stata impiantata nel 2000 e è esposta a sud.
Vinificazione a temperatura controllata in acciaio, circa 25°, macerazione 20 giorni, malolattica svolta nel medesimo contenitore, affina 18 mesi in barriques di rovere francese di secondo passaggio e tonneau nuove, tostatura media; 2500 bottiglie prodotte. Rubino vivace con unghia porpora, tonalità profonda, estratto notevole. Al naso dolci suggestioni di frutti maturi: amarena, prugna e tocchi floreali intensi che catturano l’attenzione, viola e geranio selvatico; spezie dolci ed effluvi balsamici ad aumentare complessità e carisma, un mix di vaniglia bourbon appena accennata, menta peperita, tabacco da pipa, eucalipto e spezie orientali. In chiusura suggestioni di terriccio umido e fogliame secco rimandano al sottobosco.
Sorso pieno, denso, dotato di rotondità e al contempo freschezza; un andirivieni di sensazioni gustative che si alternano ritmicamente: golosità del frutto e acidità spinta dei frutti rossi. Il finale è piuttosto lungo, tannino coeso e buona sapidità. Quattro chiocciole, numericamente uguali agli strati della classica lasagna al ragù che ben si abbina.

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