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Barbera d’Alba 2019

Barbera d'Alba 2019 BajajDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@
Data degustazione: 07/2021


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: BAJAJ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


E la barbera come si comporta nel Roero? In effetti poche aziende fino ad ora me l’hanno proposta, non che non ci credessero abbastanza s’intende, le sabbie marine che caratterizzano il terreno di queste colline servono un assist non indifferente alle peculiarità intrinseche del vitigno; tuttavia, facendo mente locale, ne ho recensite davvero poche, è un gran peccato.
Quella di Casa Bajaj, dinamica realtà della famiglia Moretti di Monteu Roero (CN), viene allevata proprio in questo comune, all’interno dell’MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) Bric nota; appezzamenti che variano molto a livello altimetrico, tra i 250 e 370 metri sul livello del mare. Qui si trovano le vigne più vecchie dell’Azienda, i sentieri più impervi con pendenze vertiginose, il terreno è molto friabile, vi è poca distanza tra un filare e l’altro. Di seguito le parole di Adriano Moretti: “Questo vino nasce dopo l’acquisto del vigneto di Tonieta (Antonietta), un’anziana signora di Monteu Roero che quando ero bambino amava preparami il tipico Tiramisù del quale ero molto ghiotto. È la più vecchia delle nostre vigne: 80 ANNI! Vigna “vecchia” significa poca uva ma di eccellente qualità. Proprio per questo motivo la nostra Barbera d’Alba non è mai banale, al contrario, risulta un fiore all’occhiello della nostra produzione di circa 2000 bottiglie.”
Diraspatura dell’uva fresca, fermentazione in vasca di acciaio inox, raggiungimento del picco di temperatura e délestage sempre in acciaio a temperatura controllata a 18 °C per una notte; rimontaggi e follature durante la fase tumultuosa e Fermentazione spontanea con pied de cuve. L’affinamento è svolto in acciaio e una parte in barriques da 225 l. esauste.
Rubino vivace con unghia violacea, tonalità calda e profonda, mostra buon estratto. Al naso dolci suggestioni di frutti neri maturi, mora e susina, ma anche fragola e amarena, il comparto floreale è freschissimo, nitido, sa di geranio selvatico e rosa rossa; la spezia dolce non tarda ad arrivare e richiama la cannella, il chiodo di garofano, sfumature che anticipano un finale nettamente terroso dove il sottobosco, a 18-20° di temperatura (purtroppo fa caldo ormai il vino si scalda rapidamente e detesto il condizionatore) emerge nettamente.
In bocca il sorso è caratterizzato da una piacevole sinfonia di sensazioni acide e dolci, le stesse richiamano il frutto, la materia polposa dello stesso. Il tannino è fine, suadente, occupa comunque un posto di rilievo, è ancora un vino giovanissimo che sconta tutta l’esuberanza del caso, un altro annetto, minimo, non potrà che giovare all’equilibrio d’insieme. A un passo dalla quarta chiocciola, sublime su un piatto di lasagne al ragù.

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