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Barbaresco Vallegrande 2019

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CA’ DEL BAIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 35 a 40 euro


Ca’ del Baio si trova a Treiso (CN) e da quattro generazioni produce grandi vini di Langa (distribuiti da Compagnia del vino); oggi è condotta tutta al femminile da Paola, Valentina e Federica Grasso, figlie di Giulio e Luciana, che curano ogni aspetto della produzione aziendale, dalla vigna alla cantina, fino all’accoglienza e alla commercializzazione.
L’azienda dispone di 28 ettari vitati distribuiti fra Treiso e Barbaresco e produce vini non solo dalle varietà tradizionali come nebbiolo, dolcetto e barbera, ma anche da moscato, riesling e chardonnay.
Le vigne più vecchie sono quelle situate nei cru che danno vita al Barbaresco, come Asili e Pora nel comune omonimo e Vallegrande e Marcarini a Treiso.
Da sempre la famiglia Grasso ha impostato l’attività in modo sostenibile, a partire dalla vigna, dove le soluzioni agronomiche includono la diffusione di insetti pronubi e di essenze erbacee e floreali e la collocazione di nidi per gli uccelli funzionali alla coltura. Niente concimi chimici e diserbanti di sintesi, ma per dare nuova linfa al terreno si punta al sovescio tra i filari, secondo l’antica tradizione locale.
Qui le viti vengono viste come singoli individui e seguite in modo “sartoriale”, puntando all’equilibrio vegetativo e adeguando la potatura secondo le attitudini della pianta.
Il cru Vallegrande (in passato Valgrande), ma oggi è più corretto chiamarlo Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA), si sviluppa a nord di Treiso e dell’MGA Giacosa,  su una superficie di 28,50 ettari, di cui a vigneto il 68%, le altitudini variano da 270 a 400 metri. Ca’ di Baio possiede circa 3 ettari nella parte più settentrionale interamente dedicati al nebbiolo da Barbaresco.
Conosco il Barbaresco Vallegrande di quest’azienda da una ventina d’anni, l’ho sempre trovato una bella espressione di nebbiolo, classica e capace di lungo invecchiamento; matura per 30 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. La versione 2019 mi ha particolarmente colpito per intensità ed equilibrio, non è così frequente trovare un Barbaresco di soli 3 anni già godibile, con un tannino davvero fine e vellutato. I profumi accarezzano, c’è un bel ventaglio floreale che ricorda la viola e la rosa rossa, poi emerge la ciliegia, il lampone e la prugna maturi, note di sottobosco e spezie dolci. C’è grazia in questo vino, la gradazione importante (14,5% vol.) non scalfisce le sensazioni armoniose che affiorano al gusto, sorprende per la freschezza, che dà slancio al sorso rendendolo arioso, vivace, con un finale che ricorda la liquirizia. Nonostante il clima sempre più caldo e difficile, questo Barbaresco rientra fra quelli che esprimono le migliori qualità del nebbiolo, lontano da pesantezze e surmaturazioni. Non durerà a lungo questa bottiglia, ve lo posso assicurare…

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