Amuri di Fimmina e Amuri di Matri Rosato 2008

alcantara_amuriDegustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2009


Tipologia: IGT rosato
Vitigni: nerello mascalese 60%, nero d’Avola 35%, altri 5%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: AL-CANTÀRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Attenzione, solo 3.500 bottiglie di questo ottimo rosato dal nome suggestivo “Amuri di Fimmina e Amuri di Matri”, che la dice lunga sulle sicilianità di questa azienda. Proviene da una vigna di 2 ettari a nerello mascalese in Contrada Feudo S.Anastasia (terreno vulcanico ricco di minerali e con molta struttura di colore grigio scuro, a quota 750 metri) e da 1 ettaro di nero d’Avola in Contrada Case vigne (terreno di medio impasto, scheletro magro e di piccole dimensioni, tessitura fine con frazione argillosa di colore chiaro), più un contributo minimo di altre varietà. Anche in questo caso le uve appena raccolte vengono deposte in una cella frigo dove rimarranno per circa 24 ore ad una temperatura costante di -2° C. Dopo l’eliminazione di eventuali grappoli deteriorati, si effettua la pigia-diraspatura e dopo una macerazione a freddo per 12 ore si va in pressa. La successiva fermentazione delle uve avviene separatamente in quanto il nero d’Avola viene raccolto a fine settembre mentre il nerello mascalese a metà ottobre; l’assemblaggio avviene nel momento della fermentazione malolattica. Il vino permane alcuni mesi in acciaio per poi riposare in bottiglia. Il colore è particolarissimo, si avvicina alla buccia di cipolla, una tonalità prossima a certi pinot grigio non filtrati e lasciati macerare con le bucce, qui ovviamente il colore è più intenso ma la tonalità quasi granato-arancio è davvero bella a vedersi. L’olfatto ci dona sensazioni fruttate molto piacevoli, appena mature di albicocca, ananas, cerasa, melagrana e un ricordo di fichi bianchi molto maturi, con una chiusura minerale a ricordarci sempre la provenienza etnea. Al palato è semplicemente gustoso, saporito, si, come parlassimo di un piatto, la freschezza è salda ma non spinge su note citrine, è invece la dolcezza del frutto, la sua morbida succosità a spingere a berne ancora, stimolati anche dal flusso sapido che avvolge la bocca.

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