Amarone della Valpolicella Case Vecie 2015
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: corvina 39%, corvinone 30%, rondinella 31%
Titolo alcolometrico: 16,5%
Produttore: BRIGALDARA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Il terzo e ultimo vino presentato da Brigaldara è un Amarone che proviene dallo stesso appezzamento di cui ho già parlato nell’articolo dedicato al Valpolicella Superiore, consiglio la rilettura per comprendere a pieno la storia e le caratteristiche di questo vero e proprio cru di Grezzana (VR), in Valpantena. Altitudine e ottime esposizioni da queste parti garantiscono alla pianta uno sviluppo regolare ed equilibrato, lontano il più possibile da sregolatezze di ogni sorta ed eccessivi cambi di ritmo, anche nelle annate più difficili.
La vendemmia tardiva consente di mettere a riposo le uve proprio nel periodo dell’anno più rigido, ne deriva un appassimento lento, costante e prolungato, in questo modo gli aromi saranno autentici e mostreranno il fascino della tipologia. È noto per essere considerato l’Amarone delle “Vigne Alte”, e viste le premesse non mi è complicato capirne il motivo. Due le aree principali: i colluvi, con esposizione in pieno sud e terreni limo-sabbiosi che, ricchi di sostanza organica, sono stati piantati principalmente a corvina; mentre le dorsali, che prendono il sole dalla mattina al tramonto e hanno terreni più poveri, ciottolosi, che spingono la vite ad affondare le radici nel tufo, ospitano il corvinone.
Ma vediamo dunque come si comporta il vino all’interno del calice, in quella che può definirsi a ragion veduta un’annata regolare, indubbiamente calda, generosa, ma ben lontana dai picchi di siccità registrati in alcuni millesimi appena successivi. Uve corvina 39%, corvinone 30%, rondinella 31% allevate a guyot in Grezzana – Case Vecie a 450 m. s.l.m., in piena esposizione sud-est, vendemmiate a mano durante la prima meta di ottobre; i vigneti son stati impiantati tra il 1996 e il 2009. Selezione delle uve in vigneto che vengono appassite in cassetta e riposte in fruttaio.
La vinificazione in rosso assicura il contatto delle bucce per l’intero processo fermentativo e l’estrazione del colore è favorita da due rimontaggi quotidiani e un délestage a metà fermentazione, segue affinamento di 2 anni in legno piccolo e altri 2 anni in quello grande. Per i più curiosi alcuni dati analitici: pH 3.47, estratto secco 35.1, residuo zuccherino 2.5, gradazione 16,5% vol. Roteando il vino all’interno del mio calice, decisamente ampio, la prima cosa che salta all’occhio è l’estrazione, non potrebbe altrimenti: gradazione alcolica e grande lavoro in vigna/cantina assicurano al vino la giusta coerenza alla tipologia. Il rubino in questa fase è decisamente protagonista, caldo, vivace di tonalità vibrante.
Avvicinando il naso si è letteralmente rapiti da un insieme di aromi che spaziano dalla tostatura al frutto maturo: more e mirtilli disidratati, cannella, amarena, cacao, fichi caramellati e legna arsa, sentori qua e là rinfrescati da tocchi erbacei di timo e santoreggia che anticipano un finale di tabacco e pepe nero. È stimolante cogliere l’evoluzione di questo vino perché alterna ritmicamente sentori maturi a toni ben più slanciati, freschi, non vuole in nessuno modo sturare e questo andirivieni dura fino alla fine, anche il giorno successivo alla mescita.
In bocca la coerenza è spiazzante, una vera e propria fotocopia del naso: inizialmente morbido, pronunciato, piuttosto denso, è solo la prima impressione perché una volta avvinata la bocca emergono sensazioni più austere; le stesse richiamano la spezia, l’acidità dei frutti di bosco e un tannino protagonista, ovviamente dolce per via della categoria, ma soprattutto per via dell’ottima interpretazione di Brigaldara capace di tradurre fedelmente le grandi peculiarità del territorio di Case Vecie.
Cinque chiocciole piene, un gran bel vino davvero, godurioso in abbinamento a diverse tipologie di tome d’alpeggio piuttosto invecchiate, alcuni esempi? Asiago, per restare all’interno della stessa regione o Casera, Bettelmatt, per sconfinare nella vicina Lombardia e di conseguenza approdare in Piemonte.