Albugnano Superiore Va’ Anait 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: ALLE TRE COLLINE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 18 euro
Alle Tre Colline è un Azienda Agricola molto attiva, ad Albugnano (AT), che si occupa di svariate attività legate non solo alla viticoltura, ma anche all’accoglienza e alla ristorazione. Circa 35 ettari totali che comprendono noccioleti, seminativi, orticoli e frutteti, insomma tutta una serie di prodotti che hanno reso noto il territorio astigiano in tutto il Bel paese. Tra queste mura il nebbiolo ha una storia antica che risale agli inizi dell’Ottocento, come testimoniano alcuni reperti storici.
L’Azienda fino al 1999 è stata gestita da Edoardo e Orsolina e solo successivamente da Franco, il figlio, che assieme alla moglie e ai suoi tre figli continua un viaggio che trae ispirazione delle tradizioni del territorio, ma con uno sguardo rivolto al futuro e alle nuove prospettive legate al mondo del vino. I versanti più rappresentativi dell’Azienda sono esposti a sud, sud-est e sud-ovest, sulle colline di Albugnano ricche di calcare e argilla; le uve vengono allevate a girapoggio e cavalcapoggio, importante testimonianza del passato.
Vige il rispetto dell’ambiente attraverso un’agricoltura attenta alla gestione del suolo collinare, lo scopo è contenere al massimo l’erosione superficiale. Nebbiolo 100%, i primi impianti risalgono al 2000; macerazione a cappello sommerso per 10 gg a 28°C, fermentazione malolattica e affinamento in tonneaux di rovere per circa 18 mesi e altri sei in bottiglia.
Trama rubino piuttosto calda, intensa, sfumature granata alleggeriscono il tono. Si apre a percezioni di frutta leggermente matura, l’amarena è protagonista vivacizzata da refoli balsamici di mentolo e un ritorno di spezia dolce tra cannella e chiodo di garofano; liquirizia e tabacco con lenta ossigenazione, non mancano i classici richiami legati al terreno in un crescendo di complessità che non passa mai in secondo piano.
In bocca mostra un corpo non adombrante, la scorrevolezza conquista l’attenzione tra guizzi sapidi e lampi acidi, gli stessi rendono il sorso piacevole e particolarmente adatto a primi piatti della tradizione piemontese.
Ho scelto un classico, forse il mio preferito: agnolotti gobbi astigiani ripieni di vitello, coniglio, lombo di maiale e spinaci. Quattro chiocciole ben nutrite.