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Albugnano Superiore Parlapà 2017

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CANTINA MOSSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro


Un’altra interessante etichetta di Albugnano Superiore 549, facente parte dell’Associazione omonima, arriva dritta da Moncucco Torinese. Non temete non hanno già allargato il territorio del disciplinare dello storico nebbiolo astigiano che strizza l’occhio alle Colline Torinesi; il suddetto comune è semplicemente il luogo dov’è ubicata la Cantina Mosso Mario.
Ormai da diverse generazioni l’attività principale dell’Azienda è la viticoltura: 13 ettari distribuiti tra Moncucco Torinese e Castelnuovo Don Bosco. L’orientamento è quello della promozione degli autoctoni piemontesi: freisa, barbera, bonarda, malvasia e ovviamente nebbiolo. Quest’ultimo è protagonista indiscusso del Parlapà 2017, etichetta che mi appresto a descrivere, non prima di avervi raccontato come viene prodotta.
Le vigne sono collocate all’interno del comune di Castelnuovo Don Bosco (AT), impiantate attorno al 2000 e allevate a guyot; la vite, da queste parti, affonda le proprie radici in un terreno ricco di calcare e sabbia. Si parte da una macerazione di 10 giorni a 28°, vengono eseguiti 2-3 rimontaggi al dì, il vino affina 24 mesi in barrique e viene solitamente imbottigliato a gennaio.
Tra il rubino e il granata, si muove piuttosto lentamente all’interno del calice mostrando un estratto notevole. L’impatto è piuttosto ricco, al naso offre una serie di sfumature che vanno dalla spezia diffusa alla tostatura del legno con rimandi floreali importanti e leggermente appassiti. In sequenza: spezie orientali, toni boisé, liquirizia e caramello su un frutto quasi candito eppur vitale, dolce, accattivante, lo stesso richiama la fragolina di bosco e la scorza d’arancia.
In bocca la morbidezza è contrastata da un tannino vispo e protagonista; è un vino che appare ancora giovane tuttavia dotato di progressione, coerenza di toni fruttati dolci, media sapidità e una buona spalla acida che funge da assicurazione per il futuro. Guancia di manzo brasata, abbinamento doveroso da parte mia. Il vino scavalca agilmente la quarta chiocciola in rotta perenne verso la quinta, ma ho l’impressione che ci vorrà ancora qualche annetto.

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