Aglianico del Vulture Rotondo 2001

rotpat01Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2003


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: PATERNOSTER – Azienda Vinicola Paternoster
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Quando si parla della Basilicata, il primo nome che salta in mente, parlando di vino, è l’azienda Paternoster. Innanzitutto perché è la cantina più antica del Vulture, in secondo luogo perché è stata, dalla fine degli anni ’70, l’unica a rappresentare la regione negli scaffali di enoteche e supermercati. Ricordo perfettamente che allora l’Aglianico di Paternoster era piuttosto rustico, sgarbato, tannico e dal colore assai meno concentrato. Con gli anni il vino ha acquistato maggior carattere e pulizia, lo stile si è rafforzato e rinnovato, facendo da punto di riferimento per tutte le altre cantine della zona. Oggi, a buon diritto, possiamo dire che Vito Paternoster può essere affiancato senza paura di esagerare ai grandi vignaioli che hanno contribuito alla rinascita del vino italiano. E l’Aglianico del Vulture Rotondo 2001 conferma in pieno quanto appena detto: si presenta limpido e concentratissimo, la splendida tinta rosso rubino-violacea è impenetrabile ai raggi luminosi, la forte estrazione di colore è evidenziata anche dalla scia rossastra che lascia lungo la parete del calice, scia dalla quale dipartono fittissimi archetti e lacrime stratificate, che richiamano le arcate della facciata di una chiesa romanica. Già ad una trentina di centimetri dal naso si percepisce un concentrato di profumi di frutta rossa e nera in confettura, mora, amarena, mirtillo, arricchite da splendide sfumature balsamiche e minerali, poi sottobosco, spezie fini, caffé e liquirizia. All’assaggio è dirompente, splendido della grana tannica, astringente ma finissima, intenso ai lati della bocca dove, lentamente, emerge una sottile sapidità. Il frutto è fitto e rotondo, molto corrispondente, ancora una volta sostenuto da note mentolate e da un sottofondo delicatamente vanigliato. Vino giovanissimo nonostante la già notevole godibilità. E’ assolutamente fra quelli che vanno conservati gelosamente in cantina per riaprirlo anche fra più di cinque anni. Servitelo a 18° in calici panciuti, tipo ballon, con costolette di castrato al fonro, fagiano al cartoccio, anatra muta ai funghi; fra qualche anno accompagnerà magnificamente spezzatino di camoscio, brasato di manzo, lepre in civet, cinghiale arrosto.

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