Aglianico del Vulture Calice 2016
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2021
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: DONATO D’ANGELO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Come sempre si inizia da un buon “Calice” e, gioco di parole a parte, il biglietto da visita di Casa D’Angelo – ovvero l’Aglianico del Vulture 2016 – è già un esempio paradigmatico di ciò che significa allevare la vite in comuni realmente vocati alla viticultura quali Ripacandida e Maschito, in provincia di Potenza.
Le uve crescono a un’altitudine di 500 metri su terreni di medio impasto vulcanico, ricchi di sostanze minerali e tutto ciò che serve a forgiare prodotti dal carattere austero e dalla grande sapidità. Il sole e una corretta ventilazione fanno tutto il resto, oltre alla sapiente mano di Donato D’Angelo che, attraverso la sua personalissima Azienda avviata nel 2001, continua egregiamente il viaggio intrapreso dalla famiglia negli anni Trenta. Densità 4.000 ceppi/Ha, le uve allevate a guyot vengono vinificate con pigiatura, diraspatura e quindi macerazione e fermentazione in vasche di cemento; dopo la svinatura, il lungo affinamento in tonneaux (minimo diciotto mesi).
Il Calice 2016, figlio di un’annata regolare sotto molti aspetti, brilla per intensità cromatica, un rubino intenso che ammicca al granato, quest’ultimo diverrà protagonista con l’invecchiamento. Al naso sprigiona suggestioni sulfuree di cenere e zolfo, addolcite da frutti neri maturi quali more, mirtilli, prugne. Immancabile la macchia mediterranea: sussurrata, mai invadente, bacca di ginepro e leggeri rintocchi balsamici che rimandano all’eucalipto; chiude una spezia dolce che sa di cannella, noce moscata, tanto caffè e un ricordo lievemente boisé.
È un vino a mio avviso che ha ancora bisogno di tempo per rivelare tutta la sua classe, le sfaccettature che caratterizzano i suoi aromi ricchi di complessità ed eleganza. Di contro in bocca mostra già equilibrio tra sensazioni di morbidezza e tannino, questi due aspetti si contrappongono egregiamente, ravvivati da freschezza e interminabile sapidità. Le vigne allevate in alta collina regalano queste sensazioni, è questa la forza dell’Aglianico del Vulture. Abbinato ad un piatto di strascicati (pasta tipica della Basilicata) con ragù bianco d’agnello è un rigore a porta vuota. Quattro chiocciole.