Aglianico del Vulture 2016

Aglianico del Vulture 2016 Donato D'AngeloDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2020


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: DONATO D’ANGELO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Citando una delle commedie italiane più originali degli ultimi vent’anni, diretta dal grande Rocco Papaleo, non posso che riconoscere che: “La Basilicata esiste”, eccome se esiste! Non solo geograficamente parlando, ma anche e soprattutto in tema di viticoltura. Non che non lo sapessi già, nella mia memoria storica, e per fortuna anche in cantina, sono presenti perle di Paternoster, D’Angelo, Elena Fucci, Re Manfredi, solo per citare alcuni dei produttori che hanno fatto la storia di questo comprensorio vitivinicolo.
Queste colline di origine vulcanica sono in grado di elevare l’uva aglianico a livelli davvero alti, vette di austerità e complessità che forgiano un carattere del tutto unico, riconoscibile, difficilmente assimilabile ad altri territori italiani dove questo vitigno vive e regna. Quest’uva, allevata nel suo ambiente ideale, ovvero l’alta collina, è arrivata più di duemila anni fa dalla Grecia e si è presto affermata quale leader indiscussa nella viticoltura meridionale, per numeri e qualità.
L’azienda Agricola Donato D’Angelo nasce nel 2001, circa 20 ettari di vigneti dislocati nella zona più classica di produzione dell’Aglianico del Vulture, in provincia di Potenza, i comuni sono Barile, Ripacandida e Maschito. Si coltiva principalmente l’aglianico, 80%, con una restante parte di cabernet sauvignon e fiano, utilizzati per gli altri vini della gamma. L’Azienda attualmente è condotta da Filomena Ruppi e da Donato D’Angelo, quest’ultimo dopo aver lavorato per quarant’anni nell’azienda storica di famiglia, un marchio ancor oggi importantissimo per il territorio, ha deciso di rivolgere la sua esperienza e le sue competenze al servizio di questa nuova avventura. Una produzione che si assesta attorno alle 150.000 bottiglie circa, esportate in tutto il mondo. Attenzione massima in vigna, lotta integrata per un rispetto quasi sacrale dei grandi suoli vulcanici che nutrono le viti, l’azienda guarda anche al futuro, e con l’arrivo della figlia Emiliana, studente di enologia, inaugurerà la quarta generazione.
L’Aglianico del Vulture 2016 di Donato D’Angelo è un vino prodotto con uve aglianico 100% da vigneti che hanno un’età superiore a 40-50 anni, allevati a Guyot, con una densità di 4.000 ceppi /ha, situati nei comuni di Ripacandida e Maschito. I terreni sono di medio impasto vulcanico ad un’altitudine di circa 500 metri s.l.m.. Vendemmia fine ottobre, segue pigiatura, diraspatura e quindi macerazione e fermentazione naturale per dieci giorni in vasche di cemento; dopo la svinatura, il lungo affinamento avviene in tonneaux per almeno diciotto mesi. 13% Vol., ne deriva un calice granato profondo con riflessi mattone a bordo bicchiere.
Un lungo respiro minerale inebria il naso: note sulfuree, zolfo, cenere, ma anche mirtillo maturo, macchia mediterranea, china, ginepro, timo, caffè, ciò che maggiormente conquista, dopo opportuna ossigenazione, è una sensazione di brezza marina ad una parte balsamica freschissima, un naso che evolve ingentilendosi passo dopo passo. Il palato, complice un’annata a cinque stelle, mostra equilibrio tra sensazioni di morbidezza e sapidità che si contrappongono egregiamente alla freschezza del sorso e ad un tannino di grande caratura.

Coniglio con carciofi

Lunghissimo il finale, mostra coerenza, perfetto in abbinamento a un coniglio selvatico in umido con carciofi. L’avvolgenza del vino sposa perfettamente quest’ortaggio difficile da abbinare, la freschezza e il tannino misurato sono perfettamente in grado di contrastare l’intingolo e la tendenza dolce della carne.

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