Abruzzo Pecorino Giocheremo con i fiori 2020
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2022
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: pecorino
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TORRE DEI BEATI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 11 a 15 euro
Vino BIO: sì
Capire l’origine di un vitigno è impresa ardua anche per il miglior ampelografo, soprattutto quando questo ha perso uno o ambedue i genitori. Per quanto riguarda il “Pecorino”, è ormai chiara la sua provenienza dalle Marche e la sua diffusione prevalentemente nel centro Italia, sebbene vi siano alcune propaggini in Puglia e in altre regioni principalmente del sud.
Il vitigno negli ultimi decenni ha conquistato l’interesse della comunità enoica per le sue indiscutibili qualità, soprattutto se cresciuto in ambienti ideali per le sue caratteristiche. Curiosi molti suoi appellativi a seconda della zona: Mosciolo e Moscianello in provincia di Ancona, Vissanello nel Maceratese, Pecorino di Arquata, Pecorina Arquatanella o Arquitano, Promotico, Vecià tutte nel circondario di Ascoli Piceno, Norcino (da Norcia) in provincia dell’Aquila, Pecorina e Dolcipappola in Umbria.
Torre dei Beati (Adriana Salasso e Fausto Albanesi), che sin dalla sua fondazione nel 1999 ha puntato sui vitigni autoctoni, allevandoli rigorosamente con metodo biologico, nel 2005 ha impiantato 5 ettari di pecorino, nei pressi di Loreto Aprutino (PE), a circa 300 metri di altitudine, da cui ha realizzato questo piccolo gioiello dal nome delizioso ed evocativo “Giocheremo con i fiori” (fino al 2009 si chiamava “Primo Bianco”, maturato in acciaio a contatto con i lieviti per 6 mesi.
Personalmente l’ho trovato decisamente suggestivo, non ce ne sono moltissimi in giro così buoni, ha profumi floreali che ricordano il gelsomino e l’acacia, nuances agrumate di cedro, arancia gialla e lime, erbe di campo, guizzi di pera e susina gialla su una base finemente minerale.
Al gusto è un vero godimento per i sensi, di buona freschezza ma soprattutto con uno sprint sapido davvero stimolante, è un sorso pieno, vivo, invita al pasto, io me lo sono goduto, udite udite, con due ottime pizze della Taverna del Tiranno a Frasso Sabino (RI), non perché me ne sia mangiate due, non potrei mai, ma ho la sana abitudine di “smezzarle” con mia moglie. Fantastico con “La Parmigiana” (pomodoro pelato San Marzano, melanzane, mozzarella di bufala e in uscita scaglie di caciocavallo stagionato), ma più che adeguato anche con “La Rivista” (salsa di pomodoro, farcita a crudo con bufala, pomodoro fresco, alici del cantabrico e origano). Ecco, vi ho dato due suggerimenti in un colpo solo, non fateci l’abitudine 🙂