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Chardonnay Biancone 2024

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
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Data degustazione:
10/2026


Tipologia: IGT Toscana Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: VECCHIE TERRE DI MONTEFILI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 23 a 27 euro


Nel Chianti Classico ci sono appezzamenti che attendono a lungo prima di esprimere compiutamente il proprio carattere. A Vecchie Terre di Montefili, tra Panzano e Montefioralle – ci troviamo a 500 metri di altitudine – uno di questi è un piccolo vigneto di chardonnay piantato nel 1982, rimasto per anni parte silenziosa di un paesaggio viticolo dominato per ovvie ragioni dal sangiovese, il re dei vitigni a bacca nera della bella Toscana.
Da questa parcella nasce il Biancone Toscana Chardonnay 2024, un vino che rappresenta il naturale compimento di una visione aziendale costruita nel tempo. Alludo alla tradizione cinquantennale di Montefili, dove ogni scelta prende forma soprattutto in vigna: altitudine, esposizione ai venti e composizione del suolo – uniti a un misurato intervento umano – guidano una viticoltura improntata alla moderazione e alla cura del dettaglio
La decisione di vinificare separatamente questo Chardonnay – ne vengono prodotte 1.330 bottiglie – arriva dopo anni di osservazione, stando a quanto dichiara l’azienda. Su terreni argillosi, scistosi e alberesi, il vigneto ha dimostrato progressivamente una personalità distinta, tale da meritare un racconto autonomo. La filosofia attuata esprime la volontà di produrre solo ciò che la terra offre naturalmente e soltanto quando un appezzamento manifesta con chiarezza la propria identità, e non a tutti i costi solo perché richiesto dal mercato. Sotto la guida dell’enologa e agronoma Serena Gusmeri, il vino nasce da fermentazione spontanea con lieviti indigeni e affina per dodici mesi tra acciaio e legno, in parti uguali, con l’utilizzo di tonneau, barrique e successivi bâtonnage.

Chardonnay Biancone 2024 Vecchie Terre di Montefili

Nel bicchiere il profilo è definito e misurato sin dal colore: un bel paglierino solare. Il timbro olfattivo è sobrio e non ostenta esuberanze gratuite, il bouquet di profumi orientato su un concetto di finezza, con richiami floreali di sambuco e acacia che si affiancano a note di mela Granny Smith, pera Williams e scorza di cedro. L’assaggio mette in equilibrio la componente fruttata, una vivace sapidità e una tensione acida che sembra riflettere l’altitudine del vigneto e la sua costante ricerca di freschezza. Apprezzo soprattutto la capacità del vino di mantenere digeribilità e “facilità” di beva, nonostante una profondità gustativa di prim’ordine. Cinque chiocciole meritate. L’ho abbinato ad un baccalà mantecato con zest di cedro.

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