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Valtellina Superiore Sassella Stella Retica 2015

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione:
@@@@@

Data degustazione:
03/2026


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ARPEPE – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 40 a 45 euro


Per una volta ho deciso di non raccontarvi il vino, sono il primo a sapere quanto possa essere noioso elencare profumi, descrivere consistenze tanniche e acidità rinfrescanti. Preferisco fare una riflessione con voi, magari qualcuno la leggerà e avrà qualcosa da dire in merito…
Ci si affanna a cercare di capire perché il vino è sempre più in crisi, non solo quello italiano; si sa che anche nella vicina Francia, soprattutto a Bordeaux, non è che se la passano bene. Se si potesse fare un bel giro con i droni in molte cantine, si scoprirebbe tanto invenduto, ovviamente non è così per tutti, ma il problema esiste e si fa sempre più evidente.
Questione di marketing sbagliato? Non acchiappa i giovani? Può darsi. Questione di prezzi lievitati da quando i nostri vini hanno conquistato i grandi mercati e vinto sempre più premi, ma anche di ristoranti che applicano dei ricarichi a volte addirittura tripli? Po’ esse (come si dice a Roma). Che sia perché sul cancerogeno alcol e sulla tossica acetaldeide prodotta dai nostri fegati, si è fatta una campagna terrorizzante, al punto di essere tacciati per assassini visto che ne promoviamo il consumo (moderato)? Aripo’ esse…
Probabilmente tutte queste cosine messe insieme ammazzano qualsiasi proposito, qualsiasi investimento promozionale, demoliscono le odi dei grandi poeti, cancellano millenni di storia riducendo il vino a una grave minaccia per la salute umana, anche bevendone solo mezzo bicchiere al giorno. Perché se devo fare terrorismo lo devo fare bene, niente mezze misure, se una cosa fa male non si assume, punto e basta.
Poi ti guardi intorno e pensi: “ma se fa male la carne rossa, se fanno male i prodotti industriali pieni di porcherie, se fa male passeggiare per le città piene di smog, se fa male usare le padelle antiaderenti, se fa male il radon che può salire dai terreni dove abitiamo, se fa male essere circondati da discariche abusive, da materiali pericolosissimi sotterrati a nostra insaputa, se fanno male un mucchio di altre cose (non ho citato il fumo perché è scontato), perché dobbiamo affossare uno dei pochi prodotti capaci di darci un po’ di gioia, di stimolare la condivisione, di contrastare lo stress di una vita sempre più affannosa e insensata?
Ecco, mentre sorseggio questo strepitoso Stella Retica 2015 di una cantina di cui dovremmo essere tutti profondamente e sentitamente orgogliosi, mi affiora chiaro il sospetto che qualcuno ci voglia spaventati, dipendenti e infelici per poterci manipolare meglio.
Dentro questa bottiglia c’è una storia che racconta di generazioni che hanno sudato sette camicie per fare un gioiello come questo, nessuno, dico nessuno si può permettere di sentenziare che tutto questo non ha alcun valore perché conta solo che l’alcol (tutte le altre sostanze che con lui convivono non contano ovviamente nulla) fa male. Se c’è gente che è campata più di un secolo bevendo un buon bicchiere a pasto per almeno 80 anni, forse si dovrebbe valutare il contesto in cui si vive, tutti gli altri alimenti che assumiamo ogni giorno, lo stile di vita che conduciamo, perché, pensatela come volete, ma nulla mi toglie dalla testa che è la somma degli elementi che produce un risultato, sia questo positivo o negativo. Allora facciamo meno allarmismo, torniamo a fare una vita che abbia senso per il nostro benessere psicofisico, e lasciamo che il vino ci accompagni con moderazione, e che sia vino buono, anzi buonissimo, come questo.

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