Rosso Scaccialupo 2009
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: ★
Data degustazione: 10/2025
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: SACRAFAMILIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 150 a 200 euro
Agricoltura naturale, nel segno della cristianità. Parole che potrebbero scatenare commenti irriverenti, come spesso accade quando qualcosa si sottrae alle consuetudini e percorre una strada che ben pochi sarebbero disposti a condividere.
Anna Mercandelli e Mimmo Capeto hanno iniziato il loro viaggio a Godiasco nel 2003, puntando subito ad una agricoltura sostenibile, ma nel 2008 l’incontro con Shumei, società no profit giapponese con sede negli States che promuove la salvaguardia della salute degli esseri umani e la guarigione del pianeta, hanno deciso di andare oltre, di eliminare totalmente qualsiasi tipo di intervento chimico in vigna, persino rame e zolfo. Una follia? No, l’agricoltura naturale esiste da molto tempo, il problema è che qui siamo in Oltrepò, certamente uno di quei luoghi dove una simile concezione appare davvero idealistica ma poco realizzabile.
Invece loro ci sono riusciti, sarà la forte componente religiosa che li guida, sarà il lavoro certosino che fanno con ogni pianta (selezionano acino per acino prima di portarli in cantina, con raccolte che sfiorano il 3% della produzione), ma i loro vini sono qualcosa che va oltre ogni immaginazione, apparentemente molto costosi, in realtà hanno la stessa concentrazione di sostanze di un aceto balsamico tradizionale, con una qualità assoluta, più di così non si può.
Aggiungo che anche l’affinamento che Anna e Mimmo fanno fare ai loro vini è nettamente più lungo della quasi totalità di quelli che conosciamo.

Lo Scaccialupo Rosso 2009, infatti, è l’annata attualmente in commercio, come tutti i vini aziendali non vede legno ma solo vetroresina, perché nel calice ci dev’essere solo ciò che ha portato l’uva dalla vigna; niente filtrazioni, niente chiarifiche.
Nonostante questo, il colore nel calice è assolutamente limpido, un bel granato vivo con nuances ancora rubine; ma qui mi fermo, perché la degustazione come la conosciamo, in questo caso ha davvero poco senso, lo capisci subito, appena accosti il naso al calice, perché i profumi hanno una purezza espressiva impressionante, fiori e frutta sono fusi come in un abbraccio, non c’è un elemento che emerge sugli altri ma parliamo di armonia, di una sinfonia di elementi che ha trovato l’amalgama perfetta.
L’assaggio conferma queste sensazioni, il vino ti prende, ti circuisce e ti lascia spiazzato, sei avvolto da un sapore intenso e profondo, dalla trama perfetta: acidità, tannino, frutto, sapidità, l’effetto è corale, i 15 gradi alcolici non fanno che accentuare questa materia straordinaria che, una volta assaggiata, non ti abbandona più, come un pezzo di cioccolata fondente o di liquirizia.
Uno dei vini più emozionanti che abbia mai bevuto, la stella è assolutamente strameritata!