Custoza Superiore Cà del Magro 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2025
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: garganega, trebbiano toscano, cortese, incrocio manzoni
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: MONTE DEL FRÀ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 13 a 16 euro
Il Custoza Superiore Cà del Magro è indubbiamente il vino più rappresentativo dell’azienda vitivinicola Monte del Frà di Sommacampagna (VR). Con questo non intendo asserire che gli altri vini della gamma lo siano meno, pur tuttavia è l’etichetta per cui la famiglia Bonomo verrà ricordata, la stessa che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Anche per il sottoscritto è un vino legato alla memoria, alle prime esperienze da appassionato e degustatore seriale. E allora ripenso al buon uomo della piccola enoteca del mio paese natio, ovvero Cameri in provincia di Novara, che un giorno me ne parlò lodando l’equilibrio intrinseco del vino già a pochi mesi dell’imbottigliamento. Pose l’accento anche sulla capacità di evoluzione del Cà del Magro, e a distanza di quasi vent’anni non posso che ringraziarlo per aver sfatato alcuni preconcetti che a quei tempi aleggiavano nella mia mente.
Era l’epoca in cui ero convinto che soltanto i vini bianchi monovarietali avessero senso, che potessero in qualche modo ambire all’affinamento prolungato in cantina; d’altronde soltanto dagli errori si impara davvero qualcosa. A onor del vero ancor oggi sono i miei preferiti, pur tuttavia ritengo che la sapiente mano del produttore, le peculiarità del territorio e l’esperienza maturata sul campo – vendemmia dopo vendemmia – offrano la possibilità di stupire il consumatore mediante vini carismatici e soprattutto buoni. Il vino protagonista di questo articolo, oltre a rappresentare tutto ciò va ben oltre – lo vedremo in seguito mediante la degustazione – e non soltanto perché nel corso della sua storia ha ottenuto i maggiori riconoscimenti nazionali e internazionali.
Ottenuto da un blend di garganega, trebbiano toscano, cortese e incrocio Manzoni, le uve provengono da un vigneto di oltre 30 anni coltivato su una collina nel cuore del Custoza, a sud-est del lago di Garda. La vendemmia viene svolta solitamente da settembre a ottobre. Il periodo preciso dipende dall’annata, la 2022 ad esempio è stata molto calda, caratterizzata da siccità; insomma, una vera e propria sfida per i viticultori. In cantina si procede con una criomacerazione prefermentativa e pressatura soffice delle uve. Per la garganega: fermentazione e affinamento “sur lies” in tini di acciaio e cemento da ottobre a maggio. Segue poi l’assemblaggio e la messa in bottiglia per almeno sei mesi prima della vendita.
Paglierino vivace, solare, media consistenza. Toni freschissimi, ariosi, stimolanti. Scorza di cedro, melone bianco d’inverno, mela Golden e rintocchi floreali di biancospino e acacia; con lenta ossigenazione maggiorana, calcare e pietra polverizzata. Ne assaggio un sorso e l’ultima cosa a cui penso è che trattasi di un vino prodotto in un’annata tra le più calde del nuovo millennio, ciò significa che in vigna è stato fatto un lavoro certosino giorno dopo giorno. Ritrovo succo, materia, sapidità e slancio; un vino lunghissimo, carismatico e coerente. Cinque chiocciole. Bravi davvero. Anche in questo caso prezzo onestissimo considerando la qualità riscontrata. Baccalà alla veronese.