Sangiovese Imperfetto 2022
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2025
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese 85%, cabernet sauvignon, cabernet franc, syrah e alicante 15%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: AMARACMAND
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 26 a 32 euro
Vino BIO: sì
Viviamo in un mondo ostinatamente alla ricerca della perfezione, un’idea della vita che spesso rasenta l’ossessione, lo vediamo nei social, nei giovani come negli anziani; il neo, quello che un tempo era un vezzo, oggi viene inesorabilmente estirpato; le rughe, segno naturale dell’espressione di ciascuno di noi, non sono più tollerate, bisogna avere il viso completamente liscio, eternamente giovane, peccato che nella quasi totalità dei casi assistiamo a volti trasformati e irriconoscibili, inespressivi, senza più traccia del loro vissuto, per non parlare di corpi totalmente manipolati, spesso volgarmente esibiti. La ricerca della perfezione è caratterizzata da una fame che non vede pace, è profondamente condizionabile in base all’epoca in cui si vive, basata su modelli totalmente inventati e imposti da chi sa come sfruttare le nostre debolezze e fragilità.
In un contesto del genere, tutto, anche gli oggetti, gli alimenti, devono corrispondere a quest’idea, pertanto si sceglierà la mela perfetta, colorata, magari anche lucidata, non importa se non avrà sapore, la sceglieremo comunque.
Per fortuna c’è un altro mondo parallelo che resiste, che si oppone a questa deriva assolutistica che ci danneggia nel profondo e, consapevole che la perfezione non ha alcun senso, non è un valore e, al contrario, tende ad appiattire le differenze, a sottrarre personalità e unicità. Marco e Tiziana lo hanno capito da tempo, per questo, ironicamente hanno scelto di nominare questo vino “Imperfetto”, perché come loro stessi dichiarano “L’imperfezione è soggettiva. Nessun vino è perfetto quindi nemmeno i migliori lo sono. Sono le loro imperfezioni a renderli unici, è l’imperfezione che crea lo stile”.

La scelta del biologico, dell’uso di lieviti indigeni, della riduzione drastica della solforosa, perseguono proprio questo obiettivo, produrre vini che esprimano al meglio le loro caratteristiche, perfettamente imperfetti, sarà ognuno di noi a leggerli secondo la propria sensibilità. Rispetto al Perimea, qui abbiamo 6 mesi di permanenza in tonneau di rovere francese.
Bene, nel calice ha un colore rubino profondo con riflessi violacei, la cosa che colpisce subito è la sensazione di freschezza già al naso, ovvero il frutto (mora, ciliegia nera, prugna) è in qualche modo arioso, mobile, “sveglio”, accompagnato da note di cacao, liquirizia, pepe nero e vegetale maturo su uno sfondo piacevolmente balsamico.
Si distingue per forza espressiva, regalando una succosità materica che avvolge il palato, sempre su una base piacevolmente fresca, il tannino non disturba, si limita a dargli spinta, energia, la materia non è pesante, massiccia, ha vigore certo ma senza affaticare il sorso. A mio avviso l’Imperfetto è perfettamente in grado di evolvere a lungo, anche se berselo ora non è assolutamente sbagliato.
Bellissima l’etichetta che ritrae un voluttuoso bacio attorniato da gocce di vino rosso, perché l’amore ha quel colore e anche questo sapore, non ci sono dubbi. Cinque chiocciole imperfette.