Terre di Cosenza Magliocco 2013
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2014
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: magliocco
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: TENUTA CELIMARRO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro
Calabria che cresce. Valerio Cipolla è un giovane produttore che ha iniziato l’attività vitivinicola lavorando 20 ettari vitati in Contrada Celimarro, presso Castrovillari. Il nome sembra derivi dal greco Kur-Marios, ovvero “Signor Mario”; la cosa non deve stupirci poiché a Castrovillari il greco era lingua regolarmente parlata fino al XIII secolo. È quindi probabile che il signor Mario fosse un antico proprietario del fondo. Valerio ha rilevato i terreni nel 2006, dopo la morte dell’ultimo proprietario, l’avvocato Antonio Varcasia.
All’interno si trova una masseria settecentesca, composta da un fabbricato quasi quadrato edificato nella seconda metà del Settecento, forse su ruderi più antichi, dei quali rimane traccia nella grande stalla a volta. Sulla facciata venne aggiunto, dopo pochi anni, un corpo aperto da grandi archi costituenti un loggiato, poi parzialmente chiuso. Antonio Varcasia era anche un eccellente pittore, infatti all’interno della masseria sono tuttore presenti numerose sue opere. Sul lato destro si eleva una piccola cappella dedicata a S. Nicola, il tetto è un campanile a vela, un tempo ornato di campana. Sull’altro lato della casa padronale c’è la casa del colono in cui è stata ospitata prima della 2^ Guerra Mondiale, una scuola elementare frequentata dai figli dei contadini che numerosi vivevano e lavoravano grandi latifondi della Piana di Camerata (oggi Cammarata).
Alle spalle vi erano lo stazzo delle pecore, una grande stalla con volta in mattoni. Posizionati in punti diversi vi sono anche altri piccoli edifici legati alla pastorizia e alla coltivazione delle terre. I terreni vitati erano in parte in stato di abbandono e Valerio Cipolla si è impegnato a ripristinare la produttività dell’azienda partendo proprio dai terreni. Nelle vecchie vigne sono state trovate alcune varietà autoctone a rischio di estinzione, come la Lacrima di Castrovillari, sono state innestate sulle barbatelle selvatiche e sono stati impiantati i nuovi vigneti, seguendo da subito il metodo biologico.
Il vitigno principale è il magliocco, con il quale l’azienda ha prodotto questo primo vino, Doc Terre di Cosenza, dal profumo schietto e piacevolissimo, ricorda la rosa rossa, la ciliegia, l’amarena, il mirtillo rosso, sentori di erbe aromatiche, è molto pulito, rimanda sensazioni di freschezza, anche nel frutto, non mancano leggeri spunti minerali e di sottobosco. All’assaggio non delude, si sente chiara l’intenzione di non alterare il patrimonio espressivo del vitigno e del terroir, non mi sento di definirlo vinoso perché è un termine inadeguato e riduttivo, in realtà ha una bellissima energia e ricchezza espressiva, confortata da una buona sapidità e da un tannino finissimo, che non aggredisce minimamente, rendendo la beva semplicemente trascinante, con un finale lungo e delicatamente amaricante. Come prima annata è già un notevole risultato, una promessa in parte già realtà, il numero di bottiglie prodotte, fra l’altro, circa 10.000, ne consente una buona diffusione, non lasciatevelo scappare!