Etna Rosso DeAetna 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2025
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nerello mascalese 90%, nerello cappuccio 10%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TERRA COSTANTINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro
Terza ed ultima etichetta presentata dalla nota cantina di Viagrande (CT) Terra Costantino. Alludo all’Etna Rosso DeAetna 2022, prodotto con uve nerello mascalese (90%) e nerello cappuccio (10%). Soprattutto la prima delle due cultivar citate, rappresenta a mio avviso la grande eccellenza sicula in termini di vini rossi – anche da invecchiamento – in grado di competere ad armi pari con i mostri sacri dell’enologia mondiale. Le uve che danno vita al vino in questione crescono rigogliose in Contrada Blandano – Viagrande (CT) nel versante sud – est dell’Etna. Maturazione e raccolta manuale durante i primi 15 giorni di ottobre. Le vigne hanno quarant’anni d’età e sono ubicate a 450-550 m.s.l.m., notevoli sbalzi di temperatura tra giorno e notte caratterizzano il profilo sensoriale del vino. I terreni sono composti prevalentemente da sabbie di matrice vulcanica. La resa ceppi/ettaro è pari a 6500, allevati a spalliera, alberello e cordone speronato. Le uve sono diraspate e avviate alla fermentazione per circa dieci giorni. Durante la macerazione vengono eseguiti dei brevi rimontaggi. Svolta la malolattica il vino affina in acciaio e in tonneau di rovere, segue un breve riposo in bottiglia prima della messa in vendita. Ogni anno vengono prodotte in media circa 25.000 bottiglie.
Trama cromatica particolarmente vivace, media trasparenza e una tinta granata-rubino; media consistenza ed estratto. L’impronta del suolo è subito protagonista, tradotta magistralmente – al naso – da ricordi di grafite e tocchi fumé che riportano alla cenere e all’incenso; il frutto è maturo e sa di ciliegia matura, ribes e mirtillo nero. A contatto prolungato con l’ossigeno il vino squaderna ben altri sentori: salamoia di capperi, pomodoro secco e un respiro marcatamente floreale in via di definizione.
A mio avviso è ancora molto giovane, lo si evince soprattutto assaggiandone un sorso. Quest’ultimo è ancora lievemente sconnesso, nervoso, pur tuttavia ricco di materia, densità gustativa e progressione. Il tempo saprà “diluire” naturalmente l’irruenza del terroir. Non sono forse i grandi vini, quelli che intrigano già a pochi mesi dall’imbottigliamento ma che giustamente si fanno attendere? Quattro chiocciole ben nutrite. Capretto al forno con patate novelle e cipolle di Giarratana.