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Bolgheri Superiore Foglio 38 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2025


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cabernet franc
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: FORNACELLE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 45 a 50 euro


Tra i tanti traguardi raggiunti dall’azienda vitivinicola Fornacelle, occorre ricordare che la nota cantina di Castagneto Carducci (LI) è stata la prima azienda bolgherese a vinificare il cabernet franc in purezza. Dal 2004 l’etichetta Foglio 38 è divenuta un vero e proprio cult per tutti gli appassionati che amano visceralmente il noto vitigno d’origine francese. Non solo loro s’intende. Salvo quella che possiamo considerare la sua terra d’elezione, la Loira, pochissime aree vitivinicole al mondo lo vinificano in purezza. L’azienda protagonista di questo articolo, al contrario, ha deciso di farlo perché crede visceralmente nel potenziale intrinseco di questa cultivar allevata tra i dolci rilevi della cosiddetta Strada del Vino di Bolgheri. Foglio38 è l’indicazione catastale con cui vengono identificati i vigneti in questione. Anche in questo caso è impossibile non apprezzare l’originalità dell’etichetta, quest’ultima rappresenta uno splendido dipinto olio su juta dal titolo “I campi” dell’artista Franco Menicagli.
CI troviamo a circa 45-60 m. sul livello del mare, all’interno della conformazione geografica denominata Anfiteatro Bolgherese, esposto a sud. Il terreno è del Pleistocene, di medio impasto tendenzialmente franco sabbioso con sedimentazioni ghiaiose e presenza di scheletro. Il vigneto è stato impiantato nel 1998. La resa è pari a 8.000 ceppi a ettaro e il sistema di allevamento prescelto è la potatura a cordone speronato. Vinificazione svolta in barrique aperte di rovere francese, con follature manuali, fermentazione alcolica e macerazione durano 20 giorni; si utilizzano soltanto i lieviti dell’uva. Il vino affina 18 mesi nelle stesse barrique nuove in cui è avvenuta la fermentazione, e riposa un altro anno e mezzo in bottiglia prima della messa in vendita. Produzione: 4000 bottiglie/anno.
Osservando il calice regala una tonalità rubino intenso, profondo, con venature granata; il vino si muove lentamente all’interno del bicchiere. Al naso ritrovo un timbro importante pur tuttavia sobrio, ricco di suggestioni fruttate che rimandano alla mora, mirtilli e amarena, pennellate floreali di gelso e rosa, spezie dolci e una lieve tostatura; l’insieme mostra irruenza pur tuttavia garbo. Immancabile la chiusura salmastra che anche in questo caso strizza l’occhio alla Costa Toscana. In bocca il sorso risulta energico, materico, il tannino è dolce e piuttosto marcante; il frutto maturo è vivacizzato da una spezia che conquista subito i recettori del gusto; linee sinuose alleggerite da una buona freschezza e punte di sapidità che mostrano il carattere dei vigneti. È un vino godibile anche se a mio avviso ci ritroviamo ben lontani dalla maturità espressiva. Un cavallo di razza che non teme il lungo affinamento.
Cinque chiocciole piene. Spezzatino di cinghiale marinato con spezie varie, vino, e cotto con abbondante cipolla.

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