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Terre di Pisa Rosso Il Barbiglione 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione:
09/2024


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: syrah
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: USIGLIAN DEL VESCOVO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 36 a 40 euro


Usiglian del Vescovo dedica al Barbiglione uve syrah allevate a 250 metri sul livello del mare, e vinificate in purezza in alcuni tra i migliori vigneti della Doc Terre di Pisa. A voler essere ancor più precisi le vigne dimorano in Località Usigliano – Palaia (PI). Secondo i proprietari della cantina è il vino che incarna meglio l’unicità di queste uve, cresciute su terreni fortemente sabbiosi di derivazione marina (con forte presenza di conchiglie) che caratterizzano gran parte delle colline pisane.
La costa Toscana dista appena 35 km. e le brezze marine influiscono notevolmente sul quadro aromatico delle uve, soprattutto grazie alle escursioni termiche notte-giorno. Occorre sempre ricordare che il gusto personale, quando si degusta un vino, ricopre un ruolo importantissimo per definire la soddisfazione totale nei confronti della bottiglia. La nota cultivar d’origine francese divide in due, da sempre, il pubblico degli appassionati: c’è chi la ama alla follia e chi la beve con piacere senza mai innamorarsene. Appartengo alla seconda categoria, pur tuttavia ritengo che alcune tra le più grandi soddisfazioni enoiche, in passato, le abbia ottenute proprio da alcuni Syrah. Non è soltanto l’effetto sorpresa, parlo di vini che hanno saputo mostrare – soprattutto dopo qualche anno dall’imbottigliamento – un profilo fuori dai classici schemi fissi/luoghi comuni attribuiti all’uva. Alludo soprattutto all’esuberanza speziata e alla morbidezza gustativa.
Caratteristiche che, fortunatamente, non ritrovo affatto nel Barbiglione 2020. Quest’ultimo affina un anno in barriques, e tonneaux, divise equamente tra botti nuove, di secondo e terzo passaggio. Trascorrono altri 18 mesi di riposo in bottiglia prima della messa in vendita.
Ritrovo dunque un calice rubino intenso dal profilo arioso, slanciato e privo di peso specifico; tutto ciò nonostante una struttura di tutto rispetto e una profondità che impegna il giusto. Semmai è la persistenza a colpire. I toni olfattivi viaggiano in un chiaroscuro di ricordi legati ai frutti neri di bosco, alle spezie orientali e alla macchia mediterranea. Con lenta ossigenazione distinguo una traccia salmastra e lievemente fumé. Pericolosamente vicino alla quinta chiocciola, è un vino che ben si accosta ad un piatto di pappardelle all’uovo condite con abbondante ragù di cinghiale.

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